Blenio Café
PARCO TERAPEUTICO ALLA LEGGIUNA
marcello
am: 2.8.2010 0:19
In attesa del parco terapeutico....

iniziamo a complimentarci con questi giovani!!!

Copiato dal Ticinoonline....

Armati di sacchi, guanti e tanta volontà i giovani aderenti all'UDC si sono ritrovati questa mattina per la prima edizione de "Puliamo la nostra Patria".

Un po' sorpresi dalla quantità di rifiuti abbandonati, i ragazzi si sono adoperati per ripulire la zona Legiuna, a Biasca.

Con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sull'importanza del rispetto della natura e dell'ambiente, i giovani UDC, con questa azione, che verrà ripetuta ogni anno in un luogo differente del Canton Ticino, sperano di riuscire a dare un esempio di civiltà e di educazione per imparare a mantenere "pulita la nostra Patria".

Di seguito un commento dal blog che conferma la situazione e la maleducazione di certa gente...

Da nightsky13
.....ci sono stata 2 sabati fa per fare una grigliata....appena arrivati abbiamo trovato i resti, penso della sera prima o forse ancora di mezzogiorno, di un'altra grigliata...c'era di tutto...piatti-bicchieri-posate di plastica, una zibretta, cartoni della birra e bottiglie PET. uno schifo -.-

purtroppo avevamo solo un sacco per i nostri rifiuti e oltretutto ci siamo beccati la grandinata e abbiamo potuto sgomberare solo le nostre cose.

ma sta gente di M come si comporta a casa loro? lasceranno in giro la lozza pure sul proprio pavimento? chissà che schifo di case hanno... brrr
Richi
am: 2.8.2010 19:55
Complimenti a questa gioventù! Indipendentemente dal loro credo politico, quello che hanno fatto è meritevole!

Ad altri giovani e meno giovani, bisognerebbe insegnare che il mondo non è una pattumiera...

Buona giornata!
Gina
am: 5.8.2010 18:11
Certo che meritevole, ed è vero che sulle singole azioni il colore del partito non c'entra. O meglio: per fortuna che ci sono persone che fanno cose utili, anche nei partiti che in altre questioni hanno idee che non posso sostenere.
Meritevole anche l'iniziativa del Comune di Blenio di far pulizia sul territorio, e spero solo che la gente cominci a essere più rispettosa verso l'ambiente. Ieri sono stata a Santa Petronilla, luogo incantevole, ma anche lì: resti di varie grigliate, bottiglie pet in giro, centinaia di mozziconi e - e qui si rivelano i veri cretini - bottiglie di birra in vetro, rotte nell'acqua.
Giancarlo
am: 16.8.2010 17:28
ACCESSIBILITÀ E BALNEABILITÀ DEL BRENNO DA MALVAGLIA-SEMIONE A BIASCA.
Giovedì 12 agosto 2010, a Falò, dopo aver precisato che, in linea di principio, l'accesso alle rive dei laghi e dei fiumi dovrebbe essere possibile per tutti e che in realtà le cose sono un po' più difficili soprattutto perché in Svizzera, se c'è qualcosa ben tutelata, è la proprietà privata, si è parlato della possibilità di accesso alle rive dei laghi, in particolare del Ceresio.
È anche stato detto che il Cantone sta cercando di salvare il salvabile, restituendo alla fruizione pubblica quanti più tratti di lago possibile.
Dopo questa premessa, siccome in Ticino c 'è anche il Sopraceneri, rispettivamente non solo il Ceresio, l'accesso al Brenno, nostro diritto, in considerazione del fatto che non esiste l'ostacolo dovuto alla proprietà privata, dovrebbe andare come una lettera alla posta, non quella attuale, basta che il Cantone, come detto sopra, s'impegni seriamente e celermente a restituire alla fruizione pubblica questo tratto di fiume.
Gli ostacoli:
- Da Malvaglia alla Leggiuna gli argini verticali non permettono nessun accesso, la balneazione è sconsigliabile.
- In zona Leggiuna, in seguito alla creazione della zona protetta, tutti gli accessi dei veicoli motorizzati alle strade sterrate che portano al Brenno (alla Leggiuna), da Loderio, Malvaglia, Semione, sono sbarrati.
- Cartelli con diversi divieti, obbligano, fra le altre cose, a rimanere sui sentieri e tenere i cani al guinzaglio, rispettivamente invitano a non accedere al greto del fiume.
Pertanto, quest'ultimo divieto non permette di raggiungere l'alveo così che, escluso l'accesso per via aerea, di fatto è vietata anche la balneazione.
- Tre o quattro cartelli di divieto di balneazione lungo il fiume esistono già da parecchi anni, mi chiedo per qual motivo visto che secondo il Laboratorio cantonale queste acque sono balneabili (per coprirsi le spalle?).
- Con sbarramenti in blocchi di sasso, incomprensibilmente per le persone normali, è pure stata esclusa la possibilità di posteggiare le auto perfino vicino alla cantonale Biasca-Semione e Biasca-Malvaglia, e quel che è peggio, tagliando pure le piante che creavano ombra obbligando i bagnanti-automobilisti in partenza ad inserire il climatizzatore a pieno carico prima di poter entrare in macchina (consumo supplementare 0,35 l/h, per la gioia degli ambientalisti, ecologisti, verdi!).
- Anche scendendo da Loderio, Al Ramon, e fino alla confluenza con il Ticino, gli argini, ripidi, formati da blocchi alla rinfusa come piacciono tanto agli stessi che ho citato prima, non permettono l'accesso al Brenno, intendo all'acqua, senza il rischio concreto di finire all'ospedale.
I provvedimenti:
- Togliere o allentare le inutili restrizioni introdotte.
- Rimuovere i cartelli di divieto di balneazione.
- Permettere l'estrazione di inerti dove l'alveo si è alzato di 2 o 3 metri alfine di evitare inutili catastrofi e creare qualche pozzo poco profondo così da agevolare il raffreddamento non solo delle caviglie ma anche delle parti un po' più su, senza tuttavia chiedere l'aumento dei deflussi minimi, accontentando così, oltre l'OFIBLE, anche gli ultimi pesci sopravvissuti ai maltrattamenti subiti.
- Creare saltuariamente accessi e vie di fuga idonei lungo gli argini esistenti e qualche insenatura.
- Posare alcuni blocchi di granito emergenti dall'acqua alfine di potersi sedere o sdraiare a prendere il sole e che servirebbero contemporaneamente come rifugio per i pesci.
- Se necessario, la formazione di eventuali nuovi argini non sarà più con blocchi alla rinfusa, ma a gradoni, come a Bellinzona, soluzione che però non piace sempre agli stessi che ho già citato.
- Incoraggiare l'insediamento del ventilato PARCO ECOLOGICO TERAPEUTICO (cura terapeutica per mezzo dell'animale)nel senso di permettere ai frequentatori abituali della Leggiuna, dei quali faccio pure parte, ma anche ai turisti, di potersi esprimere al meglio con qualche PET, almeno un paio al giorno. Non mi sembra di chiedere troppo.
Non è così che si frena lo spopolamento delle valli e si incentiva il turismo.
I veri ambientalisti ed ecologisti, non quelli che continuano a lanciare inutili allarmismi e divieti, dove sono?
Ci sono troppi equilibristi e pochi equilibrati.
Giancarlo Beltrami, Biasca
PARCO TERAPEUTICO ALLA LEGGIUNA
Seiten: 1 2
©1999-2026; Das Bleniotal im Internet    http://www.vallediblenio.ch    e-mail: info@vallediblenio.ch
Web Konzept: Cresedo Tec
Wir übernehmen keine Verantwortung für den Inhalt der Websites, die unsere "Links" vorschlagen.

Die Veröffentlichung von Informazionen, die auf diesem Site erscheinen ist nur mit Angabe der Quelle: www.vallediblenio.ch möglich.