Blenio Café
Incidente mortale a Malvaglia
Giancarlo
am: 5.2.2010 20:51
Se Gina dirà esattamente cosa non condivide, sarò ben lieto di rispondere.
Approfitto per dire che su LaRegione di oggi, 5 febbraio 2010, è stato pubblicato parzialmente il mio articolo "Traffico e pedoni".
Ho ricevuto una telefonata da un signore di Giubiasco, mi ha fatto i complimenti ma anche un'osservazione. Mi ha detto di essersi fermato in macchina prima delle strisce pedonali per lasciar passare tre signore che stavano discutendo sul marciapiede all'altezza del passaggio pedonale.
Come ringraziamento queste signore l'hanno guardato come dire: "cosa vuole questo?"
È rimasto di...
Come lo capisco!
Gina
am: 6.2.2010 21:29
Mah, mi sembra evidente: lei è del parere che bisogna educare meglio i pedoni, mentre io sono convinta che gli automobilisti devono comportarsi diversamente e lasciare la precedenza ai pedoni (vero che tante volte i pedoni ti guardano perplessi se ti fermi - non sono abituati a ciò!). Gli automobilisti, anche, devono adattare velocità e comportamento ai fattori esterni: p.e. se c'è un bus fermo, sorpassare con la massima attenzione e a velocità molto ridotta.

Io penso che la qualità di vita migliora se ci atteniamo al principio "la strada è di tutti", e di conseguenza lasciamo anche un margine al comportamento a volte irrazionale, ma naturale dei bambini: possono saltare fuori all'improvviso, e ciò non li rende colpevoli. Colpevole è il più forte, l'automobilista, che non ha contemplato questa possibilità. Chiaro: la fatalità gioca un suo ruolo, e ripeto ancora, anche a me può succedere di diventare protagonista di una tragedia.

Ma se tutti siamo coscienti che anche a velocità ridotta arriviamo dove vogliamo, e in più possiamo diminuire di molto il rischio di traumatizzare o addirittura uccidere qualcuno, o noi stessi, mi pare che il prezzo da pagare - quello di "sopportare" misure di contenimento del traffico, limitazioni della velocità, regole severe e controlli frequenti, sia più che giustificato.

Per me è da sostenere la mobilità lenta, andare a piedi o in bicicletta, questo per favorire la nostra salute, l'ambiente e l'autonomia dei nostri figli. Educare alla mobilità lenta si comincia dai bambini (vedi iniziative come pedibus ecc.), e tutti noi dobbiamo capire che sono partecipanti al traffico a pieno titolo, sono i più deboli, devono imparare ad essere responsabili, ma soprattutto tutelati e rispettati.
Giancarlo
am: 10.2.2010 0:18
Rispondo succintamente a Gina.
I pedoni di oggi saranno i pedoni-automobilisti di “domani” e torneranno i pedoni di “dopodomani”. Detto questo tutti devono essere educati al meglio.
È vero che a velocità ridotta arriviamo dove vogliamo, ma più tardi, non quando vogliamo.
Quindi va benissimo sostenere la mobilità lenta, andare a piedi o in bicicletta, se non che, quando si lavora tutto il giorno a ritmi sempre più serrati si ha anche una gran voglia di tornare a casa a rilassarsi.
Giancarlo
marcello
am: 10.2.2010 1:11
I primi a dover essere educati alla mobilità lenta dovrebbero essere quei genitori che puntualmente e sconsideratamente intasano le strade comunali 4 volte al giorno scarrozzando in avanti e indietro i loro bimbi che frequentano asili e scuole varie!
Giancarlo
am: 10.2.2010 22:03
Grazie a Marcello!
Ancora due righe, mi riferisco alla trasmissione Patti Chiari del 5 febbraio 2010.
Bravo il direttore delle Autolinee Bleniesi che si è dimostrato modesto, preparato e molto sensibile.
Mi sono piaciuti anche gli interventi dei due rappresentanti del Cantone in particolare per aver attirato l’attenzione sul fatto che l’attraversamento sulle strisce pedonali è sicuro solo se si aspetta che l’auto che sopprangiunge sia ferma.
Condivido la decisione del sindaco di Malvaglia di non aver partecipato alla trasmissione per poter avere il tempo materiale di coinvolgere indistintamente e seriamente tutti gli attori interessati.
Detto questo vorrei dire due parole sullo spazio di arresto delle auto che è composto dallo spazio percorso durante il tempo di reazione che per le persone normali è di ca. 0,7 a 1 secondo
+ lo spazio di frenata che, per le vetture moderne è calcolato ammettendo una decelerazione garantita di a = 9m/s2 ( fondo stradale asciutto).
Spazio in metri percorso durante il tempo di reazione:
con buona approssimazione è dato dalla velocità in km/h diviso 4
Esempi:
80 km/h => 20 m
20 km/h => 5m
Per il calcolo dello spazio di frenata è indispensabile trasformare la velocità da km/h in m/s.
Per far questo si divide la velocità in km/h per 3,6 e si ottiene la corrispondente velocità in m/s
Esempi:
80 km/h : 3,6 = 22,22 m/s
20 km/h : 3,6 = 5,56 m/s
Spazio di frenata = velocità in m/s . velocità in m/s / 2a
Esempi:
a 80 km/h
Spazio di frenata
22,22 . 22,22 / 18 = 27,43 m
Spazio di arresto = spazio percorso durante il tempo di reazione + spazio di frenata =
20 + 27,43 = 47,43 m
a 20 km /h
Spazio di frenata
5,56 . 5,56 /18 = 1,72 m
Spazio di arresto 5 + 1,72 = 6,72 m
Sono dell’ avviso che si può ancora fare molto per migliorare la sicurezza che tuttavia non sarà mai assoluta.
Paragono il fatto di lanciarsi sulle strisce pedonali senza prestare la benché minima attenzione a un tuffo in piscina a testa in giù senza preoccuparsi che ci sia l’acqua.
Non sono in chiaro su come devono comportarsi i pedoni adulti ai passaggi pedonali presieduti dai pattugliatori.
Gina
am: 10.2.2010 22:33
La sicurezza non sarà mai al 100%, vero. Ma tutte le cifre Giancarlo espone - sono per me la chiara, nitida dimostrazione che riducendo la velocità abbassiamo DI MOLTO il rischio d'incidenti. E allora, indifferentemente di quanto io sia stanca, stressata o logorata, e abbia voglia di buttarmi sul divano, arrivare 10 minuti più tardi non è un prezzo troppo alto da pagare. Anzi. Mi sembra un prezzo molto ragionevole.

E per rispondere a Marcello, per quanto riguarda le mamme che vanno a prendere i loro figli da scuola: è certamente una grande contraddizione. Lo fanno per sapere i loro figli in sicurezza, e facendo così, aumentano l'insicurezza per gli altri. Il fatto che i genitori di Malvaglia (ma anche in altri posti!) devono temere per l'incolumità dei loro bambini che tornano a piedi da scuola dovrebbe farci riflettere. C'è troppo poco rispetto e riguardo per i bambini sulle strade nei nostri villaggi, che sono pur sempre i più deboli, che devono imparare, e per loro il tragitto scuola - casa fatto a piedi sarebbe un'opportunità di crescità, di autonomia e di responsabilizzazione, oltre a un momento di sano movimento.
Giancarlo
am: 14.2.2010 15:24
Non è sufficiente ridurre la velocità!
In effetti, il pedone che attraversa la strada, quando l’auto che sopraggiunge a 80 km/h è a meno di ca. 47 m, è da considerarsi investito.
A 60 km/h questa distanza si riduce a ca. 30 m
A 50 km/h a ca. 23 m
A 20 km/h a ca. 7 m
In altre parole, il pedone che attraversa la strada sulle strisce pedonali, quando l’auto che sopraggiunge a 20 km/h è a meno di ca. 7m, è da considerarsi investito.
Come dimostrato non è sufficiente ridurre la velocità, pertanto ribadisco che l’attraversamento sulle strisce pedonali è sicuro solo se si aspetta che l’auto che sopraggiunge sia ferma.
zoe
am: 16.2.2010 15:49
Concordo con il pensiero di Gina.
Ci vuole prudenza, prudenza e ancora prudenza da parte di tutti gli utenti della strada.
Non lo dico per difendere gli automobilisti, però talvolta anche questi si trovano spiazzati di fronte a dei pedoni indecisi nell'attraversare. Una cosa utile da reintrodurre è quella della segnalazione con il braccio da parte dei pedoni. Sarebbe un piccolo gesto che però demarcherebbe chiaramente l'intenzione.
marcello
am: 22.2.2010 0:46
Tanto per rimanere in tema di sicurezza stradale in valle, non sarebbe ora di chinarsi sulla problematica concernente la tratta stradale fra la casa Ceresa e Roccabella? Zona nella quale negli ultimi anni sono sorte parecchie case.

Per una semplice questione di priorità, non sarebbe stato meglio optare per un marciapiede al posto di un poco sensato ripristino e altrettanto inutilizzato vecchio ponte ferroviario in zona Satro? Anche in questo caso se non erro c’era di mezzo la promozione della mobilità lenta, con dei sostanziosi contributi federali.
erika
am: 22.2.2010 2:00
Al di là dell'argomento specifico (incidente di Malvaglia) e constatato che qui sono state giustamente trattate anche altre situazioni "pedonali", aggiungo quanto segue:
- concordo con Gina che la sicurezza al 100% non esiste;
- concordo con Zoe quando invita ad essere estremamente prudenti e i pedoni a segnalare la loro intenzione;
- è pacifico che il calcolo di Giancarlo sia esatto (20km/h = 7 metri per fermare il veicolo).
Considerato il tutto, io "esco" dalla Valle e penso alle rotonde, poichè le abbiamo anche nella vicinissima Biasca (non parliamo poi nel resto del Cantone!). Sono più che utili per snellire il traffico, ma... avete pensato alle strisce pedonali situate a pochi metri dalle rotonde? Quale automobilista è in grado di guardare SOLO davanti al veicolo per stare attento all'intenzione del pedone? Dentro le rotonde bisogna osservare il traffico a destra e a sinistra e se c'è un pedone sulle strisce bisognerà bloccare di colpo il veicolo con grande probabilità di provocare un tamponamento a catena, arrischiando di investire il pedone stesso (anzi, quasi sicuramente investendolo) e causare altri ferimenti.
Allora, signori ingegneri-urbanisti-tecnici del traffico viario in genere, perchè non si spostano le strisce pedonali più lontano, in modo che chi esce dalla rotonda veda per tempo l'intenzione del pedone? Avventurandosi su quelle strisce, si arrischia veramente la pelle!
Io non credo che la spesa per cancellare delle strisce esistenti e spostarle più lontano sia poi così astronomica. E poi, spesa o no, tutto ciò che serve all'incolumità della persona, in questo caso va fatto! E lo dico sia da pedone che da automobilista.
Grazie per la comprensione e saluti a tutti.
Erika
Incidente mortale a Malvaglia
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