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Blenio Café
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Centro servizi regionale
all'ex Arsenale di
Biasca
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Giancarlo
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am: 27.5.2010 17:50 |
Ho trasmesso ai quotidiani il seguente articolo, fino ad oggi non pubblicato: Biasca, no al Centro servizi all'ex Arsenale Premetto che abito a Biasca dal 1939, non ho nessuna pratica politica, non sono iscritto a nessun partito e pertanto ragiono e decido di testa mia. Se mi accorgo di aver sbagliato non ho nessun problema ad ammetterlo. Questo per dire che, fino all'inizio di quest'anno, e non avendo ancora sentito le motivazioni degli oppositori, ero convinto che l'insediamento del Centro servizi all'ex Arsenale fosse la miglior soluzione proponibile. In particolare, dopo le lunghe trattative che hanno portato all'acquisto dell'ex Arsenale per 1'500'000.- fr (valore reale sicuramente oltre 8'000'000.- fr), affare del secolo, e dopo la presa di posizione all'unanimità del Consiglio comunale, mi era incomprensibile che il Gruppo per lo sviluppo sostenibile del paese che nel frattempo si era formato, proponesse alternative. Pensavo, ma non è il caso, che il prezzo estremamente favorevole ottenuto dal Comune fosse legato alla clausola di destinare il sedime al Centro servizi. Dopo aver sentito la seconda campana, ossia letto articoli contrari alla proposta del Municipio e parlato con alcuni membri del Gruppo sopraccitato, ho cambiato idea e ora sono convinto che l'insediamento del Centro servizi all'ex Arsenale sarebbe un grave errore, specialmente per motivi di sicurezza, che precluderebbe inoltre inevitabilmente qualsiasi lungimirante, armonioso e logico sviluppo del Borgo. Ecco le motivazioni principali del mio cambiamento d'idea: -Il sedime dell'ex Arsenale, coprendente 9 stabili + l'ex Polveriera in Via Sass Ronchett di fronte alla Casa Anziani, in totale ca. 20'000 m2, volume totale SIA ca. 60'000m3, di notevole valore architettonico, edificati negli anni 1940-42 dagli architetti Rino Tami, Augusto Jäggli e Bruno Brunoni, muratura molto originale in sassi ricavati dai massi esistenti sul sedime, strade, parco con diversi alberi maestosi, è situato all'interno di un quartiere residenziale apprezzato, tranquillo, riparato dai venti, densamente abitato. -Per l'insediamento del Centro servizi verrebbero modificati 3 stabili, volume totale SIA 19'500 m3. -Le modifiche allo stabile per i Pompieri ne comprometterebbero irrimediabilmente l'estetica. -I costi preventivati per le modifiche dei 3 stabili per accogliere Pompieri, Autolettiga, Protezione civile, di 3'900'000.- fr, sono stati calcolati ammettendo un costo di 200.-fr/m3 assolutamente insufficiente. Ammettendo un costo minimo di 400.-/m3, i costi preventivati per queste modifiche aumenterebbero a 7'800'000.-fr. -Sinergie praticamente impossibili. -È previsto l'allargamento della sola Via ai Grotti, preventivato 400'000.- fr. -Gli attuali accessi sono insufficienti alle necessità del previsto Centro servizi, oltretutto pericolosi, specialmente Via ai Grotti, ma anche Via Cimitero e Via Arsenali, per l'assenza di marciapiedi. L'allargamento di 1,5 m di queste strade, la creazione del marciapiede o dei marciapiedi e il rifacimento dei muri a confine in sasso come quelli esistenti, oltre al costo per l'esproprio dei terreni privati (ca.300.-fr/m2) comporterebbe una spesa di oltre 1'000'000.- fr, spesa alla quale i confinanti potrebbero venir chiamati a contribuire (contributi di miglioria). -In considerazione di quanto detto sopra, il preventivo totale di ca. 9'000'000.- fr per l'insediamento del Centro servizi all'ex Arsenale, che si basa su un progetto di massima, e quindi soggetto a imprevisti, al minimo dovrebbe essere aumentato a 15'000'000.- fr. -Le chiamate del Centro servizi (Pompieri, Autolettiga,Protezione civile) a Biasca, stimo siano inferiori al 10% del totale, pertanto la logistica, ossia l'ubicazione di questo Centro è assolutamente illogica perchè troppo lontana dalle strade principali e dall'autostrada e oltre a ritardare gli interventi creerebbe inutili e notevoli disturbi diurni e notturni. -Deprezzamento di ca. il 20% del valore dei terreni dell'intera zona residenziale. -Impossibilità di rivalorizzare e rivitalizzare i Grotti (S.Pietro e altre feste). -Siccome il ventilato Centro occuperebbe solo parte delle infrastrutture, la parte rimanente potrebbe essere sfruttata unicamente con insediamenti di tipo artigianale precludendo, vedi progetto di massima dell'architetto Tita Carloni, altri insediamenti come piccoli appartamenti a pigione modica per anziani e giovani, Sala multiuso, Ostello per la gioventù o altro. In ogni caso non vedo il Museo del territorio o altri su questo sedime, ce ne sono già troppi, meglio altri insediamenti redditizi e soprattutto dinamici. -Anche la prevista costruzione di 14 casette in Via al Torchio, alla quale seguirà un aumento del traffico, evidenzia chiaramente che l'ubicazione del Centro servizi nel sedime dell'ex Arsenale è assolutamente sbagliata. Detto questo, per non rimandare i lavori alle calende greche e magari perdere i sussidi previsti, sono dell'avviso che sarebbe meglio riprendere l'esame per l'insediamento del Centro servizi Al Ramon sul terreno di ca 7'000 m2 del Patriziato, volume SIA 20'000 m3, preventivo ca.14'000'000.- fr calcolato ammesso un costo di 700.- fr/m3 e che però si basa su un progetto dettagliato, quindi meno soggetto a imprevisti. Attingendo alle nuove tecnologie, si potrebbe eventualmente optare per una costruzione più ecomomica. L'ubicazione, vicinissima alle strade principali e all'autostrada, non creerebbe disturbi. La nuova costruzione permetterebbe di sfruttare al meglio tutte le sinergie possibili. La strada d'accesso è esistente. Per finire, sarebbe oltremodo opportuno sentire il parere di qualche architetto di grido e chiedere all'Accademia di architettura di Mendrisio se fosse possibile assegnare a un gruppo di allievi lo studio di una nuova e più consona destinazione per gli ex Arsenali, compresa l'ex Polveriera in Via Sass Ronchett di fronte alla Casa Anziani. In considerazione dei recenti e frequenti gravi incidenti stradali che si sono verificati in Ticino e hanno coinvolto diversi pedoni, anche con esito mortale, quindi principalmente per motivi di sicurezza, sono fermamente convinto che l'ubicazione del Centro in discussione all'ex Arsenale, specialmente pensando al futuro, è assolutamente improponibile. Ritengo che le varie associazioni e uffici preposti alla sicurezza stradale dovrebbero pronunciarsi in merito. Giancarlo Beltrami, Biasca
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Valerio
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am: 28.5.2010 15:05 |
Questo é il mio scritto trasmesso sia al Comune di Biasca sia al Cantone in data 21 gennaio 2010 A ½ posta elettronica Lodevole Municipio del Comune di Biasca 6710 Biasca EX-ARSENALE ---- MUSEO CANTONALE DEL TERRITORIO Egregi Signori. On. Municipali Caro Sindaco Già a suo tempo, in merito all’utilizzo del sedime ex- Arsenale mi ero espresso verbalmente suggerendo di creare un gruppo di lavoro per uno studio e ricerca di proposte condivisibili fra la popolazione di Biasca per arrivare ad una soluzione confacente a tutta la struttura che, tra altro è pure iscritta nei beni culturali di tipo A, quindi da “proteggere” e possibilmente valorizzare. Considerando quindi, sempre da fonte giornalistica e visto che purtroppo la matassa è ben lungi dallo “sbrogliarsi”, che il discorso del raggruppamento del centro comunale dei servizi previsto all’arsenale stia definitivamente naufragando e per ritornare al progetto iniziale di insediarsi al “Ramon”, mi permetto suggerire una nuova impostazione per questo sedime e risolvere cosi’ anche un altra esigenza aperta da anni a livello cantonale e sempre in stand-by ma mai concretizzata. Dopo attenta valutazione e riflessione mi permetto quindi proporre la creazione del Museo Cantonale del Territorio, con annesso magari anche quello per la caccia proprio all’Ex Arsenale di Biasca. Questa soluzione sicuramente farà contenta molta gente, tra cui molti biaschesi, valorizzerà molto bene un angolo di storia per noi ticinesi, ha gli spazi e gli immobili confacenti per l’insediamento del Museo e sono sicuro che anche i nostri politici, come gli addetti ai beni culturali/monumenti storici, che leggono in copia, vedono favorevolmente questa mia proposta. Ora si tratterebbe di valutarla concretamente, accettarla a livello Municipale e proporla ai vari organi cantonali per una prima valutazione di fattibilità. Per Biasca sarebbe quindi anche un vanto avere questo Museo Cantonale e sicuramente avrà anche dei risvolti positivi sia a livello economico che turistico. Il mio invito quindi al lodevole Municipio vuole essere proprio quello di almeno tentare di proporlo al Cantone per una prima valutazione, considerando il pregio di questo sedime, la validità dell’insediamento, l’ubicazione e gli spazi che sono perfettamente adatti ed adattabili. Mi permetto magari pure di suggerire a Jean Francois di sondare l’idea, la prossima settimana, in Gran Consiglio tra i colleghi per aver già un primo ulteriore sentore. Ringraziando per l’attenzione che vorrete dedicare al mio scritto vi saluto molto cordialmente, ed ovviamente sono anche disponibile ad entrare nella commissione di studio e/o fare il mediatore tra le parti. Con stima Valerio De Giovanetti - Biasca ************************* (testo accompagnatori al mio scritto) Onorevoli Municipali di Biasca On. Consiglieri di Stato Responsabili culturali Carissimi tutti In allegato trasmetto la mia proposta di suggerire la creazione del MUSEO CANTONALE DEL TERRITORIO sul sedime dell' EX- ARSENALE Federale di Biasca. -"empasse" a Biasca sull'utilizzo degli immobili. -ricerca a livello Cantonale dell'ubicazione per il Museo - la mia proposta risolverebbe i due temi - SE CONDIVISA-
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Giancarlo
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am: 30.5.2010 4:19 |
Oggi ho trasmesso ai quotidiani anche il seguente articolo: Biasca, Centro servizi regionale Dovrebbe comprendere Corpo pompieri, Tre valli soccorso, Protezione civile, tuttavia ho appena appreso che il Patriziato, per motivi a me sconosciuti, non ha concesso alla Protezione civile il terreno in zona Ramon per insediarvi il nuovo Centro e che pertanto l'ente esaminerà altre ubicazioni a Bodio o Giornico, anche per non perdere il sussidio di 3 milioni garantito dalla Confederazione, ma solo a condizione che i lavori di costruzione inizino entro marzo 2011 (mi sembra una condizione un po' restrittiva!) Io rimango dell'avviso che il Centro servizi regionale (Corpo pompieri, Tre valli soccorso, Protezione civile) deve trovar posto in una nuova unica costruzione per permettere così di sfruttare al meglio tutte le potenziali sinergie. È mai possibile che a Biasca non ci sia un terreno di ca. 8-10'000 m2, adatto a questo scopo, vicino alle strade principali e all'autostrada, alfine di non creare inutili pericoli e disturbi alla popolazione? Non vorrei che per questo contrattempo si tornasse a parlare del Centro servizi all'ex Arsenale che, come ho già detto, merita di meglio, un ruolo più attivo, va benissimo per altri insediamenti come piccoli appartamenti a pigione modica per anziani e giovani, Sala multiuso, Centro diurno per anziani, Ostello per la gioventù o altro, esclusi quelli ventilati come l'inutile e statico Museo cantonale del territorio, quello della caccia o altri ancora. Il Ticino è ormai già un museo all'aperto (vedi ripari fonici di Bissone, di Paradiso, Mausolei vari, penso in particolare a quelli d'accesso al posteggio sotterraneo di Piazza del Sole a Bellinzona, a quelli in zona, e altro ancora). Eccezionalmente, per far piacere ai vicini amici di Malvaglia, in questo sedime si potrebbe accettare la proposta, che non ci sarà, per un'eventuale insediamento di una Dépendance del Museo delle Cere di Parigi. Giancarlo Beltrami, Biasca
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Giancarlo
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am: 9.8.2010 3:42 |
Articolo trasmesso ai quotidiani il 29 luglio 2010, per ora non pubblicato: EX ARSENALE DI BIASCA, NON PRENDIAMO L'OCCASIONE PER FARE UN PASTICCIONE Premetto che mi sembra abbastanza informativo e dettagliato il mio articolo sul GdP del 7 luglio 2010 " Biasca, no al Centro servizi all'ex Arsenale", ma forse, chi scrive, non l'ha letto bene. Il 21 luglio 2010 ho visto quello sul CdT "Ex Arsenale militare, non perdiamo l'occasione" a firma Rolf Dürig, consigliere comunale PLR di Biasca che, se non ho capito male, visto che non fa riferimento a nessun articolo, scrive a nuora perchè suocera intenda. Siccome la suocera sono io, apartitico, che neanche faccio parte del "Gruppo per uno sviluppo sostenibile del paese", definizione ambiziosa, come dice lui, pur non entrando nel merito del dibattito sulla destinazione dell'ex arsenale, così mi esprimo: Dürig dice che gli sembra superfluo affermare, però lo afferma dico io, che chi si occupa quotidianamente da parecchi anni delle tematiche comunali sia favorevole e condivida l'argomento di uno sviluppo sostenibile della nostra Biasca. Aggiunge che bisogna però pur dire che la sostenibilità passa da un compromesso fra le legittime ambizioni di ogni cittadino (quiete, tolleranza, confort, servizi, opportunità) e la capacità finanziaria del Comune. Sarà anche vero, dico ancora io. Però non è assolutamente vero che l'ipotesi Al Ramon costa 4 milioni in più di quella all'Ex Arsenale, ma è vero il contrario. In effetti, facendo correttamente e onestamente i calcoli, quella all'ex Arsenale costerebbe 15 milioni e quella Al Ramon 14, ossia 1 milione in meno che potrebbero diventare 3 o 4 in meno, se si volesse optare per una soluzione prefabbricata. Qualora si decidesse logicamente per la soluzione Al Ramon o altra sempre ubicata vicino alle strade principali e all'autostrada, ci sarebbe tutto il tempo per studiare dettagliatamente la destinazione opportuna da dare all'ex Arsenale senza lo spauracchio sollevato di spendere 6 -10 milioni e mettere in difficoltà le finanze comunali. La sicurezza è un tema importantissimo che il Gruppo sopraccitato non vuol mitizzare, ma evidenziare al massimo. Pertanto molto preoccupante è il fatto che Dürig non si renda minimamente conto, alfine della sicurezza degli abitanti, del pericolo derivante dall'eventuale insediamento del Centro Servizi all'ex Arsenale e, in questo caso, non ritenga neanche necessario l'allargamento di Via ai Grotti mentre, contrariamente a quello che dice lui, questo intervento non è assolutamente necessario se la destinazione degli ex Arsenali fosse un'altra, non quella prevista dal Municipio. Dürig dice anche che, con i necessari accorgimenti, quali chiedo io, la sicurezza verrà garantita. La prontezza d'intervento, come ammette ancora lui che l'ha quantificata in meno 1 min e 30 s, è l'unico vantaggio dell'ubicazione Al Ramon. Ha però dimenticato il tempo impiegato, per esempio dai pompieri, per recarsi celermente dal proprio domicilio all'ex Arsenale. Non concordo perchè in effetti le chiamate del Centro servizi (Pompieri, Tre Valli Soccorso, Protezione Civile) a Biasca, come già detto, stimo siano inferiori al 10% del totale, pertanto l'ubicazione Al Ramon oltre a velocizzare gli interventi non mette in pericolo i pedoni e non crea inutili e notevoli disturbi diurni e notturni alla popolazione. Preciso ancora che, la variante ex Arsenali proposta dal Municipio, ne comprometterebbe irrimediabilmente l'estetica, mentre non è il caso per la variante proposta dall' architetto Tita Carloni, che prevede 45 alloggi di due locali a pigione modica, con laboratori al piano terreno e con piccoli orti, che interessano sei stabili (una vera pacchia per anziani e giovani coppie). Rimarrebbero tre stabili disponibili per altre attività. Non vedo proprio come si possa far rivivere gli ex Arsenali, a cui i biaschesi sono sì particolarmente affezionati, con gli insediamenti-mortorio, a parte i rumori, previsti dal Municipio. Condivido che la miglior soluzione sarebbe un dialogo costruttivo fra le parti, tuttavia Dürig avrebbe fatto meglio ad iniziare il suo articolo senza bastone, così, che per finire, la carota sarebbe stata più gradita. Non si preoccupi il consigliere, non ci sarà nessun accanimento dell'Ufficio Beni Culturali, nessuna forzata alienazione a privati e nessun decadimento di questa struttura che i suoi 70 anni li porta molto bene. Nel frattempo, sembra che, vedi GdP del 26 luglio 2010, probabilmente la Protezione Civile, l'Ente regionale che creava meno problemi, ha scelto Bodio per edificare il suo Centro (il Municipio di Biasca ne discuterà tra un paio di settimane). Visto che sono ignorante in materia, mi chiedo se, globalmente, mettendo tutto sulla bilancia, vantaggi e svantaggi, questo è un bene o un male. Se qualcuno competente volesse intervenire per informare correttamente la popolazione, penso sarebbe un argomento apprezzato. Giancarlo Beltrami, Biasca
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Giancarlo
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am: 9.8.2010 3:52 |
Oggi ho spedito questo articolo ai quotidiani: UBICAZIONE PROTEZIONE CIVILE A BIASCA O A BODIO? La Protezione Civile ha fatto di tutto e di più per mantenere il suo Centro servizi a Biasca e per beneficiare del finanziamento della Confederazione di 3,2 milioni di franchi per la realizzazione dell'opera, a condizione però che i lavori di costruzione inizino al più tardi il 31 marzo 2011. Per il rispetto di questo termine, in seguito a un primo ricorso inoltrato da alcuni cittadini biaschesi e anche per la necessaria modifica del piano regolatore per la quale sono già annunciati ulteriori ricorsi, procedimenti che richiederanno almeno 2 o 3 anni per la loro evasione, appare quindi improponibile l'ubicazione della PCi all'ex Arsenale. L'ubicazione Al Ramon non avrebbe invece creato nessun problema, tuttavia il Municipio ha suggerito al Patriziato di non concedere questo terreno alla Protezione Civile: e così fu! Sembra che anche altre proposte d'insediamento fatte dalla PCi al Patriziato non siano state accettate. Detto questo, vedi articolo sul CdT del 4 agosto 2010, proprio non capisco il risentimento del Municipio, non dei biaschesi, verso la Protezione Civile per aver scelto Bodio e non Biasca per il loro insediamento. Giancarlo Beltrami, Biasca
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