Blenio Café
RUSTICI IN VALLE
Moderatrici
am: 4.12.2010 6:05
Riceviamo dall'Associazione Comuni e Regioni di montagna (CoReTi), con preghiera di pubblicazione.
Si tratta di una lettera inviata alla presidente della Confederazione Doris Leuthard, il 18 novembre scorso.


Onorevole
Signora Doris Leuthard
Presidente della Confederazione
Palazzo Federale
3003 Berna

Rustici ticinesi: appello ad un sano spirito confederale

Onorevole Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione,
Onorevoli Signore e Signori della Deputazione ticinese alle Camere federali,

l’Assemblea dell’Associazione Comuni e Regioni di montagna ticinesi (Co.Re.Ti), riunita a Mezzovico-Vira il 18 novembre 2010 ha raccolto le preoccupazioni dei Comuni e dei cittadini delle regioni periferiche ticinesi per le difficoltà che le Autorità federali continuano a sollevare lungo la strada verso una soluzione ragionevole che permetta di conservare il patrimonio dei rustici, cioè gli edifici sorti per scopi agricoli sui monti e i pascoli delle montagne ticinesi e, per questo, situati al di fuori delle zone edificabili.
I rappresentanti dei Comuni sanno che il problema è complesso e che la legislazione federale (LPT) fissa regole chiare. Un sano e pragmatico spirito confederale deve tuttavia permettere di applicare queste regole nel pieno rispetto delle particolarità storiche e culturali delle diverse regioni della Svizzera
Per quanto riguarda la situazione ticinese ci permettiamo ricordare che:
• una soluzione al problema dei rustici è attesa da oltre 20 anni;
• il progetto di Piano cantonale di utilizzazione per la Protezione degli edifici e degli impianti (PUC-PEIC) adottato recentemente dal Gran Consiglio rappresenta già una soluzione di compromesso, per altro non soddisfacente come dimostra l’elevato numero di ricorsi interposti;
• molti Comuni si sono assunti negli scorsi anni oneri non indifferenti per il rilievo della situazione (inventario dei rustici) e per allestire le necessarie basi pianificatorie;
• la mancanza di una chiara, adeguata e facilmente applicabile regolamentazione della materia comporta il rischio di un diffuso abusivismo che ha conseguenze negative per il paesaggio e per l’ambiente;
• la situazione attuale è fonte di gravi disagi per numerose piccole e medie imprese locali che lavorano con risorse e materiali indigeni e che sono perciò un elemento importante dell’economia delle regioni periferiche.

La forza della Svizzera è stata costruita nei secoli con un sano e pragmatico spirito confederale nel quale la politica ha sempre saputo elaborare la giusta sintesi tra le esigenze delle popolazioni locali e quelle del diritto che deve essere uguale per tutti.
La ricerca di una soluzione al problema «rustici» esige questo sforzo che deve fondarsi sul riconoscimento che una corretta e soddisfacente soluzione è particolarmente importante per il Ticino e le sue regioni più periferiche.
Si tratta infatti, da un lato, di mantenere (anche attraverso una nuova destinazione che ne tuteli le caratteristiche architettoniche) importanti testimonianze della nostra storia e civiltà contadina e, dall’altro, di creare le premesse per una migliore cura del territorio, per la valorizzazione (anche economica e turistica) del paesaggio e delle sue componenti ed infine, ma non da ultimo, di mantenere opportunità di lavoro ed occupazione in numerose piccole e medie imprese.
Le regioni ticinesi sono pronte ad accogliere la sfida della nuova politica regionale e ad impegnarsi per creare valore aggiunto a partire dal patrimonio locale: chiedono però di poterlo con regole che considerano in modo adeguato le nostre particolarità.

Onorevole Signora Presidente della Confederazione,

per queste ragioni l’assemblea della Co.Re.Ti. si rivolge a lei – anche nella sua nuova funzione di Capo del Dipartimento federale dell’Ambiente, dei Trasporti, dell’Energia e delle Comunicazioni – affinché possa essere trovata una soluzione che riconosca finalmente la particolarità e le peculiarità della questione rustici in Ticino.
Ci aspettiamo anche un suo intervento per far cessare immediatamente taluni atteggiamenti e azioni dell’Amministrazione federale che – agli occhi dei Comuni e di molti ticinesi – appaiono come vessatori e, per questo, in contrasto con lo spirito sulla quale è stata costruita la Confederazione Svizzera.
Siamo certi che la Deputazione ticinese alle Camere federali ed il Consiglio di Stato ticinese la sosterranno in questo suo impegno.

Con distinta stima le inviamo un caro saluto dal Ticino.

co.re.ti. – Associazione Comuni e Regioni di montagna ticinesi

Franco Celio (presidente)

Matteo Oleggini (segretario)


Mezzovico-Vira, 18 novembre 2010.
alfiero
am: 5.12.2010 16:16
Salve,
sono un appassionato di rustici che ringrazia la CoReTi per l’intervento a Berna. Alla CoReTi esprimo anche la mia simpatia perché ho potuto leggere il loro intervento su questo sito.

Ho letto sul CdT, mi sembra di lunedì scorso, un bel articolo intitolato Rustici e S.Carlo, che mi ha fatto piacere perché conferma quanto i segni tangibili e ancora percepibili del passato siano profondamente e sentitamente collegati alla realtà locale di oggi. Non è giusto discriminare questi edifici per volere di leggi che hanno anche l’effetto di mettere fuori gioco tante altre norme importanti, come, ma è solo uno degli esempi, il diritto di proprietà, che può certo essere leso per pubblica utilità, ma quale pubblica utilità ci possa essere nel lasciar finire in un mucchio di sassi (airiscia in dialetto) degli edifici solo perché una linea recente si trova al di qua di loro? Se ben guardiamo edifici montani e parco Adula sono fra loro complementari e si rifanno a motivazioni e argomentazioni comuni: turismo, economia, ambiente, cultura, società. La valle di Blenio ha e sostiene una cooperativa per lo sfruttamento dei rustici e la loro messa sul mercato turistico. Per questi e per vari altri motivi è importante la chiara espressione della volontà di salvarli.
Alda
am: 20.12.2010 16:27
Rustici: i nodi vengono al pettine

Ultimamente si sono moltiplicati gli appelli a Berna da parte di partiti e associazioni cantonali per invitare chi di dovere a risolvere il più celermente possibile l’annosa questione del rustici, il cui nuovo Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti, (PUC-PEIP) è bloccato da oltre 250 ricorsi al TRAM, compreso quello cautelativo di Berna.
Una cifra che dice già molto sul disagio che regna in Ticino in questo campo, numero che molto probabilmente sarebbe ancora più elevato se il Dipartimento del Territorio avesse applicato con maggior rigore il diritto dei cittadini di partecipare alla pianificazione, sancito dalla Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) (incontri informativi con la popolazione). L’obiettivo dei politici è di sbloccare la situazione al più presto possibile (elezioni di aprile?), per dar linfa alle imprese e agli artigiani delle valli grazie alle ristrutturazioni, opere che Berna blocca sistematicamente dal 1. gennaio 2009, a motivo d’una gestione poco seria di tutta la faccenda da parte del Ticino.
Tuttavia, se i politici nostrani non si danno una mossa per finalmente voltarsi indietro a guardare la realtà prodotta in fatto di costruzioni rurali negli ultimi decenni, la linfa alle imprese e agli artigiani potrebbe derivare da una nuova industria: quella delle demolizioni sistematiche!
È esattamente quello che viene prospettato a Berna. Basterebbe sorvolare montagne e valli, in una giornata di cielo terso, per rendersi conto dell’entità del problema e capire che l’architettura rurale ha lasciato il posto a mille e più interpretazioni. E perché questo non dovrebbe essere un sacrosanto diritto dei loro proprietari?
Evidentemente non sono le ristrutturazioni fantasiose a disturbarci, bensì a non poter esser tollerato è il fatto che qualsiasi ordine di autorità cantonale non può sottoscrivere e sostenere, come se nulla fosse, ordini di demolizione per costruzioni della cui realizzazione è complice in quanto accondiscendente.
Egregio signor Consigliere di Stato Marco Borradori, la politica dello struzzo volge al termine e a Berna le fette di salame le impiegano per scopi più consoni al prodotto! Se il Ticino vuole rifarsi una verginità, parallelamente al nuovo PUC – PEIP, occorreva pensare ad una sanatoria. Al momento è la sola via auspicabile.
Finora sono tremila le adesioni alla petizione di «Cascine e stalle» all’indirizzo del Consiglio di Stato ticinese a sostegno di una moratoria e relativa regolamentazione a favore degli edifici fuori dalle zone edificabili ristrutturati senza la debita autorizzazione legale.
Tra le altre cose il testo sostiene: «Si deplora che a non aver rispettato lo stato di diritto non sono primariamente i proprietari degli edifici fuori norma, bensì le autorità cantonali e comunali». La raccolta viene prolungata almeno fino a fine febbraio 2011. In buona parte le firme giungono spontaneamente da tutto il Cantone, su formulari scaricati dal sito www.cascinestalle.ch dove è pure possibile firmare online. Un paio di persone si sono invece date parecchio da fare, pure di spontanea volontà. Coloro che non fanno capo alla grande rete, possono rivolgersi a Cascine e stalle, Casella postale 1344, 6710 Biasca.

Alda Fogliani

Comunicato Stampa, Biasca, 17 dicembre 2010
daniele
am: 30.3.2011 17:58
Preso dal "laRegione" di oggi:

Il Consigliere federale si oppone e (io dico) fa il mulo a riguardo dei sussidi spettanti per aggiustare le strade dei monti fintanto che non si regolano le pendenze.
Ma si rendono conto?? E cosa vuol dire risanare? Solo i rustici (abusivi-abusati) serviti da tali strade o anche gli altri siti sul territorio dei comuni interessati? Oppure, per non creare precedenti e disparità fra i cittadini lesi dagli abusi, tutti gli abusi situati sul territorio svizzero? Visto che la Svizzera inizia più o meno a Chiasso e finisce più o meno a Basilea (e per traverso, più o meno a Ginevra e più o meno a Samnaun).
Quindi le regole dovrebero essere uguali ed applicabili per tutti.

Per quanto riguarda i territori comunali toccati dalla diatriba, mi sembra che diversi risanamneti sono stati fatti con l'applicazione di sanzioni, risanamenti edilizi, demolizioni eccetera.
Poi bisogna dare i nostri spazi per fare il Parco-riserva indiana!!!! (ma questa è un'altra storia)

A Berna devono rendersi ben conto una volta per tutte che le prerogative ticinesi sono diverse da quelle di Niderbipp, come è ben diversa la cultura, la storia (anche delle costruzioni) e delle necessità.
Il Ticino va bene solo per fare da Sonnestube ed aumentare le statistiche dei ticinesi che bevono troppo "eine kilo Merlo" procapite?

Ed a riguardo del "PEIP PUC" cosa dicono? O forse non hanno ancora capito cosa vuol dire la sigla? Non mi esprimo sul contenuto in quanto sembra proprio una soluzione da "taia e medega" (forse solo "taia" e senza cerotto per "medegare")

Soluzione (lo dico sempre io); tutte le tasse ed imposte di tutti i Ticinesi dirette a Berna dovrebbero essere versate su un conto bloccato con la firma e garanzia di TUTTO il CDS TICINESE.
Non pagare le tasse è fuori legge; con questo sistema non si è fuori legge.
L'importo compreso di interessi verrebbe sbloccato a favore della Tana degli Orsi al momento che le autorità degli Orsi sbloccano le sovvenzioni dovute per legge.

Buon appetito
Moderatrici
am: 30.3.2011 19:33
Ciao Daniele!
ci hai giusto precedute di qualche oretta... :-)
Desideriamo pure noi segnalare questo importante articolo, apparso su "laRegioneTîcino" di oggi, a pagina 13:

www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php

E apriamo la discussione con i blogger interessati.
Sarebbe bello sentire anche qualche politico candidato bleniese, sentire la sua opinione in proposito su una situazione grave e che rischia di bloccare vari settori per diversi anni... visto l'andazzo...

Buona giornata!
Le Moderatrici
Richi
am: 30.3.2011 19:50
He sì, questo è un grande e grave problema.

Qui si dovrà pur anche poter misurare il poter dei politici nostrani e in genere vallerani, cavoli, no?

So di dire qualcosa che a parecchi sembrerà magari fuori luogo... ma... certe cose le vedono pur tutti.

La domanda è: fosse stata la strada di Dötra in un (certo inesistente) comparto agricolo del Luganese?

POLICICI FATEVI AVANTI SUI VERI PROBLEMI DI CHI ABITA E VIVE NEL CANTONE!!! e lasciate le diatribe personali fuori dalla politica!

...mi stuzzica l'idea di Daniele... un altro ricatto...? :-)
RUSTICI IN VALLE
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