Blenio Café
alptransit diventa realtà
Giancarlo
am: 30.3.2011 18:57
Caro Daniele,
probabilmente tanti non sanno, e anch’io, non conoscevano la legge di Murphy e sono andati o andranno a spulciare in Internet.
Per chi è impossibilitato, ecco la sua storica frase:
“se ci sono due modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre ad una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”
Dici anche bene che è da kamikaze inoltrarsi nel tunnel.
Per il resto, a parer mio, il rischio d’incidente è proporzionale al numero di incroci, ma è anche vero che, fino a un dato traffico, gli incroci sono esponenziali al numero di veicoli in galleria.
A proposito di numero di incroci ho chiesto lumi anche all’USTRA che tuttavia non ha dati in merito e non ha saputo spiegarmi come calcolarli.
Mi sarebbe piaciuto chiedere al Dr. Lombardi come è arrivato a ca. 3,3 milioni di incroci giornalieri, ma non ho osato.
Comunque, anche se non sono uno specialista in questo campo, ritengo questo dato corretto, anzi volutamente sottostimato.
Non voglio “süppare” oltre ma, se ti interessa, sono disponibile.
Giancarlo
daniele
am: 31.3.2011 16:28
Calcolo empirico del numero di incroci.
Lunghezza del tunnel 17'000 metri; ammettiamo di avere un veicolo ogni 40 metri. In tal caso in una direzione e nel medesimo momento abbiamo in galleria 425 veicoli.
Ora, transito a 80 km orari, ci metto circa 12 minuti, in quei 12 minuti incorcio il numero di veicoli che erano in galleria alla mia entrata (425) più i veicoli che sono entrati nei seguenti 12 minuti, cioè il tempo uguale al mio transito.
In teoria in questo tempo il numero di vecoli è raddoppiato visto che tutti i veicoli sono usciti e ne è entrato un numero pari.
Ora ammettiamo di avere un numero giornaliero di 10'000 veicoli che transitano (5000 in una direzione e 5000 nell'altra). Ogni veicolo ha un numero di incroci pari al numero di vecoli che transitano in senso inverso per il tempo che rimane in galleria. 10'000 per 425 fà 4'250'000.

Se i veicoli giornalieri sono 20'000, il numero di incroci raddoppia come raddopia il numero di volte a rischio. Se moltiplichiamo poi per 360 giorni e per il numero di anni di apertura!!
Una velocità ridotta aumenta il numero di incroci in quanto si riname più tempo in galleria. Perciò, il munro di incroci teorico è inversamente proporzionale alla velocità ma il rishio collisione è, con una correzione percentuale, più o meno direttamente proporzionale alla velocità.

Fortunatamente anche: il rischio reale di incidente è l'equivalente del rischio residuo, che deve corrispondere al rischio accettabile.

Una delle leggi di Murphy è: se esite il rischio che qualscosa possa accadere, moltiplicato per un alto numero di volte, sicuramente accade, magari la prosima volta.
stefano
am: 31.3.2011 20:52
Piccola correzione su quanto detto da Daniele.
Una velocità ridotta non aumenta il numero di incroci, in quanto le velocità sono ridotte nei due sensi allo stesso modo, quindi il ragionamento non cambia.
Ammettendo che le velocità siano uguali, il numero di incroci dipende unicamente dalla distanza dei veicoli nel tunnel.

Per diminuire il numero di incroci (ammettendo che la lunghezza del tunnel non cambi, variabile fissa) bisognerebbe aumentare la distanza tra i veicoli (variabile 1) e/o aumentare la differenza di velocità (variabile 2) tra i due sensi di marcia.
Portando l'una o l'altra variabile "verso l'infinito", aumentando di molto la distanza tra i veicoli e la differenza di velocità fra i due sensi, si arriva al medesimo risultato, e cioè un senso unico.

Buona giornata
Giancarlo
am: 2.4.2011 21:38
Lascio a Daniele e Stefano la soluzione del problema.
In Internet,
(PDF) Concetto Gottardo.pdf-alpeninitiative.ch, a pagina 7, ho trovato il grafico traffico feriale medio 2008.
alfiero
am: 16.5.2011 3:34
Buonasera,

Oggi gli Urani hanno preso una decisione loro e per loro. Dov’è finita l’intesa di collaborazione fra i cantoni dello sviluppo dell’economia del Gottardo? che effetto avrà sul progetto Andermatt, e sul progetto Terme?

Personalmente credo che la merce trasportata dalla ferrovia debba aumentare e quella trasportata dai camion debba diminuire o per lo meno non aumentare, ciò nonostante sono molto favorevole al raddoppio della galleria autostradale, credo anche che la logica indichi il cammino verso l’adozione del trasporto a lunga distanza su ferrovia e il trasporto locale su strada.

Il trasporto di merci e persone attraverso il Gottardo non è un episodio svizzero facoltativo ma un imperativo europeo. Non dimentichiamo che stiamo ragionando in tempo (si dice) di crisi in cui l’aumento dei movimenti di merci e persone é limitato, tuttavia l’Europa rimane attrattiva ed ospitale e quando ci sarà il nuovo boom economico (più tardi arriva peggio sarà) saremo in tanti a volerci muovere, a chiedere merce trasportata, e a chiedere energia da consumare, le ferrovie dovranno rimboccarsi le maniche per stare al passo con l’aumento della domanda di trasporto, l’invenzione tecnica sempre più accelerata di nuovi mezzi ferroviari di trasporto, e l’approvvigionamento di energia.

Prima o poi arriverà il problema della manutenzione e dell’ammodernamento della struttura della galleria ferroviaria (3 anni di chiusura per i 17 km della galleria autostradale, chissà forse 10 anni per i quasi 57 km del doppio tunnel ferroviario). Le alternative di emergenza al trasporto ferroviario non vanno sottovalutate.

La strettoia di 17 km inserita nell’autostrada internazionale di migliaia di km, io la vedo come un difetto della struttura viaria. Non so perché sia nata la domanda raddoppio sì o raddoppio no, dal momento che il raddoppio no peserebbe sulla popolazione locale e non sarebbe comunque la soluzione definitiva per una lunga scadenza, infatti durerebbe solo finché una prossima generazione scaverà un secondo tubo.

Se occorre rendere meno attrattivo il transito attraverso il Gottardo, non opterei per un difetto dell’opera ma per un pedaggio, per poi usare il ricavato per far diventare meno costosa per il consumatore l’energia pulita e per non aumentare in continuazione le tasse antitraffico stradale che gravano sulle spalle di tutti e smorzano la motivazione ambientale, il raddoppio, a lungo termine, potrebbe quindi essere un affare anche per l’ambiente, non vedo però interesse da parte di nessuno a progettare la concretizzazione degli effetti del raddoppio benefici per l’ambiente.
marcello
am: 16.5.2011 19:46
Tranquilli...
Fra qualche anno avremo il TELETRASPORTO
Gina
am: 18.5.2011 0:05
Due brevi considerazioni a Alfiero: non capisco che cosa la popolazione LOCALE ci guadagnerebbe con il raddoppio: più traffico? Più inquinamento? Più transiti? Magari qualcuno in più che si ferma a fare la benzina e bere il caffè?
La strettoia ancora peggiore del San Gottardo è a pochi chilometri a sud: il Mendrisiotto già ora sta soffocando. Beh, dopo il raddoppio del Gottardo allora si griderebbe subito per un ampliamento delle corsie autostradali laggiù. E il territorio? Bene prezioso già ora troppo bistrattato e cementificato…
Io, ovviamente, ritengo molto saggio la decisione degli urani, hanno fatto i calcoli giusti e capito che ora bisogna essere lungimirante e investire in Alptransit.
Giancarlo
am: 10.6.2011 4:05
QUANTI SONO GLI INCROCI GIORNALIERI NELLA GALLERIA STRADALE DEL SAN GOTTARDO?
Secondo il Dr. Giovanni Lombardi, padre di quest'opera, gli incroci giornalieri sono ca. 3,3 milioni.
Ho chiesto lumi a destra e a manca, anche all'USTRA, nessuno ha saputo dirmi come si calcola questo numero.
Io sono del parere che approssimativamente gli incroci giornalieri sono dati dal prodotto dei veicoli in galleria, mediamente ca. 400 in una direzione, per il transito giornaliero nell'altra direzione, ca. 8'000 veicoli.
Siccome gli incidenti potenziali gravi sono dovuti a scontri frontali, il cui numero è proporzionale agli incroci, sarebbe interessante sapere il risultato di chi sa usare bene il pallottoliere, matematici, ingegneri o studenti della SUPSI.
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