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Blenio Café
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UFFICI POSTALI IN VALLE,
QUALE FUTURO?
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Moderatrici
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inserito il: 15.4.2009 17:24 |
Cari utenti, vista l'importanza della tematica, riportiamo per intero l'articolo apparso oggi su "laRegioneTicino" a p.3, inerente la strategia de "La Posta" nei prossimi mesi ed anni: "QUATTROCENTO UFFICI IN MENO" Vertice della Posta ieri a Bellinzona: cento "tagli" in Ticino. Imminente l’annuncio del "gigante giallo" Quattrocentoventi in Svizzera. Poco più, poco meno. È la "lista nera" della Posta, o meglio il numero di uffici postali che cambieranno pelle. Cesseranno di esistere, così come li conosciamo oggi. Un centinaio, a quanto sembra, quelli a rischio in Ticino. L’annuncio ufficiale del “gigante giallo” si direbbe imminente. Un vero e proprio blitz quello tenutosi ieri pomeriggio in Ticino, a Bellinzona, che ha visti protagonisti tutti i responsabili cantonali – dirigenti e quadri – dell’azienda pubblica. Un incontro convocato d’urgenza per riferire sull’ormai prossima informazione pubblica: la nuova tappa di Ymago, il progetto che ha già portato alla chiusura di 200 uffici postali trasformati in agenzie. La direzione generale della Posta, intanto, ha già scritto a tutti i comuni svizzeri interessati, coinvolti nella nuova ristrutturazione. E non finirà qui. La strategia comunicativa decisa ai vertici intende sensibilizzare anche tutti i collaboratori che riceveranno a giorni una lettera personalizzata dove si tenterà di spiegare “l’inevitabile” scelta: abbandonare gli uffici postali di circa 400 località per cederli in “appalto” a negozi privati. E se proprio non ci sarà alternativa, scatterà un servizio a domicilio almeno nelle località più periferiche. L’allarme era già suonato a metà marzo quando il Sindacato della comunicazione aveva scritto a tutti i comuni elvetici potenzialmente toccati dalla nuova decisione. In quella lettera il sindacato citava la volontà della Posta di “verificare” 500 uffici nei prossimi tre anni. Detta altrimenti, chiuderli e sostituirli con delle agenzie gestite da privati. Una strategia che parte da lontano se è vero come è vero che il “gigante giallo” negli ultimi dieci anni ha soppresso ben 1.500 uffici postali; sull’intero territorio nazionale, dalle regioni periferiche ai quartieri decentrati degli agglomerati urbani. Il Sindacato della comunicazione – non più tardi di un mese fa – invitava tutti i comuni potenzialmente interessati a manifestare il proprio disagio, nonché disappunto. La lettera – con allegata la ‘lista nera’ – è stata ripresa dai media ed è nato subito un caso, con mezze conferme e decise smentite. Resta il fatto che il “Piano Ymago” già da tempo ha presentato il proprio obiettivo finale: tagliare le attività meno redditizie. Lo stesso Ulrich Gygi, direttore generale della Posta, ha recentemente ammesso che «la Posta continuerà a ristrutturare» ed ha altresì affermato che questa strategia è inserita in un processo di ristrutturazione permanente. Da cosa deriva tutto ciò? È presto detto. L’azienda ha fatto i conti ed è giunta alla conclusione che almeno 500 uffici postali rendono appena il 3 per cento ed altri 1.000 non oltre il 17 per cento. Da qui la necessità di rivedere la presenza capillare sul territorio del “gigante giallo” studiando un servizio alternativo: le agenzie come la consegna a domicilio. La “scure gialla”, dunque, non si ferma come molto probabilmente già oggi renderà noto la Posta. Resta da capire come reagiranno i comuni interessati – spesso già “orfani” di non pochi servizi – e gli stessi dipendenti che, comunque vada, rischiano di accusare il colpo. Il Sindacato della comunicazione è già sul piede di guerra; anzi, lo è da tempo. Non resta che attendere l’annuncio ufficiale e le relative motivazioni. Dopodiché, c’è da credere, inizierà una “calda” primavera. FONTE: "laRegioneTicino", 15.04.2009, A.BE, p.3
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daniele
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inserito il: 15.4.2009 22:00 |
Oramai siamo in completa balìa di un gruppo di gangster (e non solo per la Posta...). Provocazione: perchè non mettersi tutti, ma proprio tutti a non ritirare più la posta comprese le raccomandate ed altro? A non effettuare più nessun pagamento, in modo particolare imposte, tasse, eccetera, rispondendo a chi richiede i soldi di venire a prenderli a casa che son lì pronti sulla credenza, (quando ci siamo!!) adducendo il motivo che non ci sono più gli uffici postali per eseguire i pagamenti? È vero ci sono internet, e-banking, e altre diavolerie... che rendono facile il compito alle Poste. Ed allora; che le Poste ci diano a tutti il computer gratis, che ci paghino l'installazione, l'abbonamento ADSL, il consumo di corrente, eccetera. E poi con quella faccia tosta di farti pagare tutte le operazioni, anche quando di operazioni non ne vengono effettuate sul conto ccp!! E poi lo scienziato direttore vuole fare il banchiere e non si sa cosa d'altro. Manca che agli sportelli si mettano a vendere anche... (non lo dico ma immaginatelo) Troppo provocatoria ed irrealizzabile?? Ma il boicotto non farebbe male a Lor Signori... assieme alla riduzione del 99% dello stipendio a chi ha inventato la bella st..trovata!! Postali saluti
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Giancarlo
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inserito il: 15.4.2009 23:12 |
Riporto il mio articolo apparso su "laRegione" di oggi: "La Posta Sull'argomento sono già intervenuto a fine 2006. Abito a Biasca, non ho nulla contro il personale di questa Posta che mi sembra sempre più stressato dai ritmi di lavoro imposti. I vertici sostengono che la Posta svizzera offra servizi di punta e sia molto concorrenziale a livello europeo. Allora mi chiedo se è normale dover pagare CHF 78.85 un termometro per forno a legna, prezzo ca. CHF 18.-, ordinato a Como perchè non l'ho trovato in Svizzera. Mi chiedo inoltre come mai piccolo materiale ordinato nella Svizzera interna, per esempio oggi, anche al pomeriggio, con grande efficienza arrivi a destinazione per Raccomandata l'indomani mentre, incomprensibilmete, per ritirarlo bisogna attendere il giorno seguente. È anche per questi motivi che l'invio di pacchi e lettere è in continua diminuzione, fatto che tuttavia non giustifica lo smantellamento di altri uffici di montagna o discosti dai centri urbani penalizzando principalmente le persone anziane che, di questo passo, leggeranno domani il quotidiano di oggi." Come dicono le Moderatrici, la Posta dovrebbe tagliare le attività meno redditizie, quindi niente panini illustrati e giornali imbottiti.
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mara
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inserito il: 15.4.2009 23:27 |
Salve Giancarlo, il problema secondo me è che stiamo perdendo il vero significato delle parole "Servizio Pubblico", accecati dalle cifre a 6 zeri... E dalle "necessità" di far solo profitti profitti profitti, a beneficio di pochi e a scapito di tanti... La batosta delle Casse Malati del prossimo anno è un altro sintomo di un malandazzo, accettato dai politici di Berna che per mille ragioni loro non esigono di vedere i conti delle Casse... Il sistema, ad un certo punto, scoppierà... perché anche i Cantoni non potranno pagare tutti i premi dei cittadini e le fatture degli Ospedali; cittadini che, sempre più numerosi, non possono o non vogliono più pagarli... in modo davvero paradossale, si sta andando inesorabilmente verso una "Cassa cantonale"... Decisamente c'è qualcosa che non funziona... :-) Senza dimenticare che si creano delle ingiustizie sociali...
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