Blenio Café
Leggiuna, zona di protezione della natura
Silvana
inserito il: 16.4.2009 20:05
Ho notato che, in diversi modi, sono stati sbarrati tutti gli accessi al Brenno (alla Leggiuna), da Loderio, Malvaglia, Semione, e posati cartelli con diversi divieti, fra i quali l’obbligo di rimanere sui sentieri e tenere i cani al guinzaglio, rispettivamente di non accedere al greto del fiume.
Vi chiedo pertanto dove potremo andare a prendere il sole e a rinfrescarci, io, mio marito e i nostri cani, forse al Lido di Lugano o, per ridurre le spese di viaggio e inquinare un po’ meno, alla Piscina di Bellinzona?
Giancarlo
inserito il: 17.4.2009 4:08
Premetto che, conformemente all'art. 78 della Costituzione federale che contempla la protezione della natura e del paesaggio, sono terminati i megasottopassi per rane e rospi, uno diametro 60 e due diametro 80 cm, e le relative barriere di protezione della strada cantonale Biasca-Malvaglia alle Bolle di Loderio, e quasi terminata la sistemazione della piccola bolla a destra salendo, subito dopo la deviazione che porta ai Pianoi, lavori a carico di Alptransit secondo accordi con Cantone e UFAM nel contesto delle compensazioni ambientali del comparto Biasca, del costo, a mio avviso eccessivo, di ca. 200'000-250'000.- fr, esclusi i ventilati cavalcavia per la selvaggina, cervi, caprioli, ecc., i cui costi tuttavia non sarebbero coperti da Alptransit.
Inoltre, come già annunciato dai quotidiani del 18 novembre 2008, recentemente ho notato che, in diversi modi, sono stati praticamente sbarrati tutti gli accessi dei veicoli motorizzati alle strade sterrate che portano al Brenno (alla Leggiuna), da Loderio, Malvaglia, Semione, e posati cartelli con diversi divieti, fra questi l’obbligo di rimanere sui sentieri e tenere i cani al guinzaglio, rispettivamente di non accedere al greto del fiume.
Pertanto, quest'ultimo divieto non permette di raggiungere l'alveo così che, di fatto, è vietata anche la balneazione.
Va notato che tre o quattro cartelli di divieto di balneazione lungo il fiume esistono già da parecchi anni, mi chiedo pertanto per qual motivo (per coprirsi le spalle?) visto che in 50 anni, ossia dalla messa in servizio della centrale idroelettrica di Biasca dell'OFIMA, non è mai successo nulla e che nessuno ha mai rispettato questo divieto.
Questi interventi, come si vuol far credere, non serviranno sicuramente a risolvere i problemi legati ai depositi abusivi di materiale e di conservazione dell'habitat, che vanno ricercati altrove.
Con sbarramenti in blocchi di sasso sono pure state ridotte le possibilità di posteggiare le auto perfino vicino alla cantonale Biasca-Semione e Biasca-Malvaglia, e quel che è peggio, tagliando pure le piante che creavano ombra obbligando gli automobilisti ad inserire il climatizzatore a pieno carico prima di poter entrare in macchina (consumo 0,35 l/h, per la gioia degli ambientalisti, ecologisti, verdi!).
Tutti questi lavori sono stati curati dal Dipartimento del territorio e per esso dall'Ufficio della natura e del paesaggio.
È pure stato creato un gruppo di lavoro che comprende i rappresentanti dei Comuni e dei Patriziati di Biasca, Malvaglia e Semione, la Regione Tre Valli e la Sezione forestale.
Ho poi letto su la Regione del 10 aprile 2009 che una decina di consiglieri comunali hanno presentato un'interpellanza al Municipio di Biasca per sensibilizzare la popolazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti coinvolgendo anche gli allievi delle scuole, iniziativa che condivido pienamente.
Gli interpellanti, riferendosi alla Leggiuna, chiedono inoltre al Municipio se"ha già valutato l'eventualità di promuovere una giornata annuale dell'ambiente, durante la quale la popolazione sarebbe invitata a pulire il territorio e a riscoprire le sue bellezze, come già altri comuni propongono".
Condivido anche questa richiesta alle seguenti condizioni:
permettere l'accesso dei veicoli motorizzati alle strade sterrate che portano al Brenno,
allentare il divieto per i cani al guinzaglio,
permettere la balneazione,
permettere di accendere fuochi (grigliate).
La richiesta potrebbe magari essere estesa a S.Petronilla, ai Grotti e ad altri posti.
Vedremo cosa succederà quest'estate. I biaschesi, i bleniesi, tanti ticinesi, i turisti e i villeggianti andranno al Lido di Lugano, di Locarno o alla Piscina di Bellinzona?
Non è così che si frena lo spopolamento delle valli e si incentiva il turismo.
I veri ambientalisti ed ecologisti, non quelli che continuano a lanciare allarmismi e divieti, dove sono?
Ci sono troppi equilibristi e pochi equilibrati.
Giancarlo
inserito il: 23.4.2009 14:58
Non ho visto nessuna risposta, osservazione, al mio intervento del 16 aprile 2009, che condivida o meno il mio punto di vista, mi dispiace.
Aspetto fiducioso, dopo di che affronterò anche il problema relativo al materiale depositato, troppo a mio avviso, e al pericolo di esondazione che ne deriva.
Giancarlo
inserito il: 11.5.2009 23:40
Ho la testa dura.
Veramente non capisco per qual motivo nessuno prende posizione in merito al mio intervento del 16 aprile 2009.
Non pretendo certo che tutti la pensino come me, ci mancherebbe...però qualcuno ci sarà.
Saluti,
Giancarlo
Ursula
inserito il: 13.5.2009 4:24
Condivido pienamente quanto dici, tutto questo non aiuta nè a frenare lo spopolamento, nè a creare turismo.
Essere ecologisti, rispettosi del proprio ambiente non significa accantonare il fattore umano e non considerare lo sviluppo socio-economico delle regioni.
I veri ambientalisti ed ecologisti sono coloro che sanno integrare le attività umane e il rispetto per l'ambiente, che sanno insomma avere una visione ampia e rivolta al futuro del mondo in senso globale.

Vedrai che qualcuno interviene, le moderatrici lo faranno di sicuro, o per dire la loro come su altri temi o per spronare al dibattito, non temere... Su un tema come questo non permetteranno di certo che il silenzio la faccia da padrone!
marcello
inserito il: 13.5.2009 13:40
Loderio-Leggiuna il festival delle contraddizioni e dei paradossi.

Bella l’entrata in Valle, molto suggestiva la piramide d’Egitto che stanno tirando su… chissà chi metteranno nel sarcofago?
Richi
inserito il: 13.5.2009 20:29
...LE RANEEEE !!!! Ci metteranno le rane, nel sarcofago. Per i posteri... :-))

Scherzi a parte, a me risulta che il comparto della Leggiüna figura tra le zone protette e quindi le misure citate da Giancarlo rientrano in quell'ambito. Passeggiare si può ancora, forse sono un po' rigide le norme contro la balneazione...
Giancarlo
inserito il: 15.5.2009 20:47
Ringrazio Ursula per il suo incoraggiamento del 12.5.2009 e spero sempre fortemente in un intervento costruttivo.
Mi sono piaciuti gli spiritosi interventi di Marcello e di Richi del 13.5.2009, che tuttavia non concernono direttamente la zona di protezione della Leggiuna ma che, se ho ben capito, non ritengono questa mastodontica piramide il miglior biglietto da visita per accogliere i turisti in Valle di Blenio. Mi chiedo se non si poteva optare per una sistemazione più naturale.
A Richi preciso che, secondo i cartelli di divieto appena posati, non è più possibile accedere al greto del fiume e quindi, senza volare, neanche all'alveo.
Non ho inoltre capito cosa intende per norme contro la balneazione forse un po' rigide...
Interessante sarebbe sapere per quale motivo, già da parecchi anni, sono stati posati i cartelli di divieto di balneazione lungo il fiume, se gli stessi hanno ancora scopo e se ci si può rinfrescare.
marcello
inserito il: 16.5.2009 13:35
La piramide entra purtroppo nel contesto ambientale…. e l’esempio dovrebbe venire dall’alto…

Il privato cittadino che intende allargare una finestra nel suo rustico si trova di fronte un percorso con ostacoli insormontabili. Madre Elvezia si permette di erigere una monumentale schifezza all’entrata della valle del sole! Certo che si poteva fare di meglio, una sistemazione più naturale, inserita nell’ambiente circostante, con dei terrazzamenti per consentire uno sfruttamento agricolo, tecnica così ben descritta da Plinio Martini. O perché non farne una pista di Trial?
marcello
inserito il: 16.5.2009 13:46
I bagni erano a secco, il fiume Brenno scorreva limpido e impetuoso, a qualcuno venne in mente di utilizzare l’acqua, con la tecnica delle fosse settiche e/o fosse biologiche (se ne potrebbe scrivere un libro anche su questo tema) con alla fine un pozzo perdente, lasciando il compito di depurare alla natura. Negl’anni 60 il fiume fu in parte prosciugato, negl’anni 70 giunsero gli “esperti cantonali” ad imporre canalizzazioni assurde, in pratica buona parte della cacca e tutto il resto finiva o meglio finisce ancora oggi nel nostro fiume, non dobbiamo meravigliarci se poi lo stesso cantone decreta la non balneabilità del nostro fiume, che probabilmente inizia appena sotto la frazione di Campo B.
Leggiuna, zona di protezione della natura
Pagine: 1 2
©1999-2026; La Valle di Blenio in rete    http://www.vallediblenio.ch    e-mail: info@vallediblenio.ch
sito creato da: Cresedo Tec
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sul contenuto dei siti proposti nei nostri "link".

La ripresa e pubblicazione di informazioni che appaiono su questo sito è possibile solo citando la fonte: www.vallediblenio.ch