Blenio Café
PARC ADULA
marcello
inserito il: 23.10.2010 3:11
La biblioteca territorio deve rimanere aperta a tutti indistintamente, le pagine del territorio naturale, e le pagine scritte da chi ci ha preceduto, sono valori inestimabili per chi ne sa prendere atto e ne sa apprezzare i contenuti, la libera lettura di questo nostro patrimonio va tutelata nel modo più assoluto.
mara
inserito il: 26.10.2010 16:05
Personalmente, mi ritrovo sempre a pensare che viviamo già in un parco naturale, vedi Greina. Da secoli il territorio e le regioni montane sono curate, protette e in sostanza ben trattate da chi ci abita e ne trae (o traeva) sostentamento. Persone che rispettano e conoscono bene il loro territorio, le inside, le bellezze, le zone più o meno generose di ogni angolo di terra.
Queste persone che ci hanno preceduto e quelle che ancora oggi lavorano in sintonia con questo territorio hanno contribuito a mantenerne la bellezza e anche la rispettosa fruibilità.
Mentre cammino in questo territorio, mi ritrovo spesso a pensare che – se il Parc Adula si dovesse concretizzare (ed è anche una bella idea, intendiamoci!!) – se dovesse concretizzarsi, lo dovrebbe essere però innanzitutto a beneficio della popolazione locale, di chi su questo territorio ci vive.
Avevo letto recentemente da qualche parte che zone come Piora, la Greina e il Lucomagno sono i polmoni verdi del Ticino. E’ forse anche vero. Ma far respirare aria buona per qualche ora a chi viene dai centri urbani non vuol dire soffocare per sempre i diritti primordiali e atavici di chi da sempre vive su un dato territorio.

Un’altra considerazione: d’accordo che bisognerà puntare sullo sviluppo della zona periferica, sullo sviluppo della ristorazione, dell’albergheria e dell’artigianato locali, ma resto sempre convinta che chi verrà in valle con l’intenzione di andare nel Parc Adula, vorrà andare essenzialmente NEL parco, ossia nella zona nucleo, in quota.
Quindi importanti saranno i mesi estivi e quindi le capanne alpine. Queste avranno un ruolo centrale nell’assistenza e conduzione dei frequentatori, dei gruppi, delle scolaresche. Conduzione nella conoscenza delle bellezze della natura, grazie a guide appositamente formate. Tuttavia così come sono, le capanne non sono idonee a questo scopo. E bisogna pensarci prima...

Esempio: da diversi anni la FASV di Olivone organizza escursioni sul Lucomagno per classi di studenti. Se fa bel tempo, ok, si sta fuori. Lo scorso settembre, in due occasioni, la pioggia ha invece impedito la gita pomeridiana lungo i sentieri tematici: il Centro di Acquacalda dispone di una sala idonea (separata dal normale bar-ristorante per i clienti della giornata) dove raggruppare gli allievi e tenere delle relazioni o lezioni. Nel parco naturale della Foresta Nera, ad esempio, le “capanne” sono dotate di questi spazi.
La “levata di scudi” dello scorso anno della SAT Lucomagno e delle Sezioni della FAT non era pura e semplice opposizione al Parco. Le voci anzi sono venute e vengono da persone che conoscono il territorio, le capanne, il loro funzionamento e che, in definitiva, amano il loro territorio e sono disposte volentieri ad inserirlo nel parco, ma in modo sostenibile e rispettoso anche delle loro esigenze.

E un’ultima riflessione: forse è vero che per percepire meglio questa realtà profondamente legata al territorio, sarebbe buona cosa se almeno un paio dei futuri nuovi impiegati dell’Associazione Parc Adula (dei quattro posti di lavoro messi recentemente a concorso) vivessero davvero a diretto contatto con la realtà locale, sempre e unicamente ai fini di una migliore conoscenza reciproca per un risultato che si vuole condiviso e ottimale. Nel Comune di Blenio, un ufficio si trova...
Vi auguro una splendida giornata in questa splendida valle!
Ciao, mara
Gina
inserito il: 26.10.2010 18:40
... in gran parte sottoscrivo ciò che dici, Mara. Certo che avere questa regione così com'è, incontaminata e in gran parte intatta, è frutto della parsimoniosa e oculata gestione di chi ci viveva finora.

Il parco deve nascere dal basso, deve essere condiviso dalla popolazione che ci vive, le regole e i divieti vanno discussi. Deve pure portare un introito alla popolazione locale. È un aspetto fondamentale e importante.

Ma inviterei tutti a guardare anche oltre: oltre alla valle c'è la Svizzera, c’è l’Europa, c'è tutto il mondo. Per conservare il mondo vivibile come l'abbiamo trovato noi dobbiamo impegnarci tutti, è un reciproco dare e prendere. Dobbiamo superare le gelosie e essere generosi.

In questo forum succede ciò che si può chiamare “formare l’opinione pubblica”, è molto importante e ti ringrazio per questo!
mara
inserito il: 26.10.2010 21:02
Ciao Gina,
grazie per le tue parole, anche se ammetto che sarei molto più contenta se qualche lettore in più del nostro forum contribuisse anche attivamente alla discussione.

Nel nostro Paese la libertà di opinione è garantita. Spesso non ci rendiamo conto di cosa questo voglia effettivamente dire. Se la si comunica in modo civile e con buon senso, contribuisce alla crescita. Da cosa nasce cosa...

Tornando al tuo contributo, condivido che il parco deve nascere dal basso, è questo lo scopo della terza fase e per questo credo sarebbe anche importante che i "vertici", ossia i nuovi direttori scientifici e amministrativi, siano vicini a questa base. E non si tratta di gelosie... bensì di ricerca di quel consenso necessario tra la popolazione. Altrimenti rischieremmo di spendere solo milioni (pubblici) in tanti studi e ricerche... :-((

Buona giornata, a presto, ciao
Gina
inserito il: 27.10.2010 18:08
Anche a me sembra che forse era meglio piazzare la sede scientifica e amministrativa nella zona toccata, non conosco i motivi per questa scelta.

Ma quello che voglio dire con “guardare oltre” e lasciar da parte ciò che ho chiamato “gelosie”, è che per costruire un mondo vivibile per tutti, dobbiamo capire che ci sono diversi pesi da mettere sulla bilancia. Da una parte ci sono le libertà individuali, ai quali dovremo rinunciare un po’ (ma sottolineo POCO perché - come già concordate tu e Marcello, il parco è praticamente già realtà, e di effettive rinunce ci saranno poche), dall’altra parte c’è l’interesse comune che ha bisogno di spazi di conservazione della natura, e, ripeto, della biodiversità che è fondamentale per l’umanità.

Poi, non è che diamo tutto ciò a gratis. Ci sono i contributi dalla federazione, che renderanno più possibile la vita e il mantenimento delle infrastrutture nelle zone toccate.

E inoltre: avete ragione a dire “il parco esiste già” - ma allora, non sarebbe meglio avere anche il “marchio” parco? Aiuta molto per attirare turisti, e per il marketing in generale.
Vasco
inserito il: 1.11.2010 21:07
Sono anch'io dell'avviso che la grande maggioranza del territorio alpino ticinese sia già il nostro parco naturale.
Sono salito su centinaia di montagne ticinesi e, all'infuori dei ben noti sentieri che portano alle capanne, la presenza di persone nei territori montagnosi è bassa e rispettosa.

Mi chiedo se sia corretto vietare o limitare l'accesso alle nostre cime impedendo così alle persone di poter ammirare incredibili scenari naturali.

Istruttivo è anche ripercorrere antichi itinerari ora scomparsi, che furono elemento vitale per la sopravvivenza nelle nostre valli. Si scoprono così cascine abbandonate o resti di cascine nei posti più impensati e selvaggi.
Perchè impedire la scoperta di queste testimonianze a chi ne capisce l'importanza?

Inoltre ho dato un'occhiata al sito ufficiale del canton Grigioni curiosando l'andamento della popolazione dei comuni interessati dal parco nazionale.
Il comune di Val Mustair è passato dai 1897 abitanti del 1996 ai 1608 del 2009; la perdita è del 15% in 13 anni.
Zernez nel 1996 contava 1047 abitanti scendendo a 996 nel 1999, poi l'inaugurazione del tunnel della Vereina ha permesso al comune di riprendersi arrivando nel 2009 a 1095 abitanti.

Mi rendo conto che è un'analisi superficiale, però credo che il parco non dia un forte impulso alla regione.

Mi sembrava giusto dare questi impulsi alla discussione.
Gianni
inserito il: 11.11.2010 1:07
Non sono un grande amante di questo mezzo di discussione "moderno" ammettendo che è la prima volta che ne faccio uso. Personalmente preferisco esprimermi in luoghi istituzionali o utilizzando i media. Leggo sporadicamente gli interventi nel forum e ho deciso di ascoltare il richiamo di Mara quando ritiene importante l'allargamento del dibattito con l'espressione di più opinioni.

Personalmente condivido il pensiero di Vasco essendo un amante e fruitore delle nostre bellissime montagne. Percorro spesso e volentieri le nostre vallate, a piedi con il sacco in spalla, quasi mai su sentieri segnalati. Non ritengo che con il mio comportamento abbia creato dei problemi alla natura.

Mi sono letto le varie schede di progetto Parc Adula e la lettera dell'Autorità federale nella quale si esprime in modo assolutamente inequivocabile sull'impossibilità futura di percorrere la zona nucleo all'infuori dei sentieri "marcati".
Non è chiaro il concetto relativo ai sentieri "marcati" e pertanto immagino, fina a prova del contrario, che per "marcato" si intende quello segnalato sulle carte dell'Ufficio federale di topografia (giallo, rosso e bianco e blu e bianco). Qualcuno formula l'ipotesi che per "marcato" s'intende tutte le vie riportate dal libro del CAS redatto da Giuseppe Brenna (se fosse così sposo la causa del Parco da subito!!!)

La cima dell'Adula è per me un elemento importante. Precludermi l'accesso alla cima unicamente per gli ultimi 100 m (verificate il perimetro della zona nucleo) è irritante ed inconcepibile. Oltre all'Adula ci sono altre cime bellissime che ci saranno precluse.

Prossimamente esprimerò il mio pensiero sugli aspetti relativi all'organizzazione dell'Associazione Parc Adula essendo in attesa di una loro presa di posizione ad alcune mie domande.
mara
inserito il: 11.11.2010 4:37
Ciao Gianni,
visto che citi la cartina e il caso della cima dell’Adula (prima dentro e poi improvvisamente fuori dal perimetro del parco, zona nucleo), mi permetto di esprimere una cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa se non addirittura di stucco.
Se le mie informazioni sono giuste, la cartina con i perimetri del Parc Adula (zona nucleo ZN e zona periferica) attualmente pubblicata sul sito www.parcadula.ch (quindi di fruizione pubblica) NON è quella sulla quale nel settembre dello scorso anno si è basata la presa di posizione delle Società alpinistiche (FAT e CAS) delle 16 capanne inserite nel perimetro del parco (di cui 8, allora, in ZN). E questo senza che nessuna delle Società alpinistiche ne fosse messa debitamente al corrente.

Trovo questo modo d’agire un po' scorretto e assolutamente non rispettoso del lavoro e dell’interessamento portato avanti dalle società citate, che da anni hanno un attaccamento al territorio e alle loro strutture.
Ma quel che è grave, secondo me, è che la cartina coi perimetri modificati (non si sa per mano di chi né quando, ma comunque dopo il settembre dello scorso anno) sia finita a Berna con la documentazione poi approvata dall’UFAM alla fine d'agosto scorso e contenente anche la documentazione completa con le rivendicazioni delle Società alpinistiche che si basavano però – ahinoi e loro malgrado... - sulla precedente cartina dai confini diversi (con 8 capanne in ZN). Berna forse manco se n’è accorta?

Sarà un dettaglio, ma sono cose spiacevoli. Internet è pubblico e anche se – come mi è stato riferito dall’ufficio del Gop – la cartina ancora non è quella definitiva e i perimetri del parco potranno ancora essere cambiati nei prossimi 4-5 anni (della fase 3), ritengo che sia davvero doverosa una maggiore e mirata informazione ai diretti interessati. Ai fini di una corretta e professionale informazione, sarebbe anche utile datare sempre (soprattuto in caso di modifiche) lo stato della cartina pubblicata nel sito del Parc Adula.
Penso che in futuro sia necessario un dialogo schietto e aperto. Non è che... spostando in sordina di qua o di là i perimetri e togliendo una capanna dalla ZN (nella fattispecie sono ben tre quelle che sono state tolte senza avviso ai diretti proprietari!!!), si risolvano problemi. Non è che le società non vogliono la loro struttura in zona nucleo. La zona nucleo sarà il fulcro del parco, dovrà e avrà un grande valore e potenziale attrattivo. Per le capanne, nei dovuti modi e con la possibilità di adattarsi e diventare funzionali ai fini del Parco, sarà anzi interessante e potenzialmente stimolante essere incluse nella zona nucleo.
Una ZN limitata a zone già per loro natura difficilmente raggiungibili (süi bicri... :-) non ha senso, vedi la Valle Malvaglia dove la ZN, sempre nella cartina modificata, è stata ridotta all'osso.
Io penso che solo sedendosi, ma per davvero, allo stesso tavolo si possono comprendere e discutere le ragioni e le motivazioni dell’una e dell’altra parte. Se davvero si vuol essere vicini alla base e costruire il parco da lì...
Buona serata, ciao
marcello
inserito il: 11.11.2010 19:04
Il Parc Adula costituisce uno dei grossi progetti a lungo termine, in grado di condizionarci il futuro nel bene e/o nel male.
Siamo entrati nella terza fase, e ancora non sono convinto se questo sia stato un bene: mi chiedo se non fosse stato meglio fare chiarezza su alcuni punti fondamentali prima di dare avvio al progetto vero e proprio, risparmiando probabilmente diversi capitali pubblici.

Vi sono infatti numerosi interrogativi ancora aperti, uno su tutti rimane la libertà di movimento, un aspetto fondamentale della questione parco. In qualità di rappresentante a tutela degli interessi della Federazione Alpinistica Ticinese sono alla ricerca di una soluzione; come citato da Gianni, ritengo che l’unica via d’uscita, intesa a salvaguardare la possibilità di poterci muovere liberamente sul nostro territorio, sia quella di proporre come sentieri marcati tutti quei percorsi descritti sulle pubblicazioni del CAS.

In questo senso stiamo aspettando di poterci finalmente sedere attorno ad un tavolo con i rappresentanti del Gruppo Operativo, e portare avanti la nostra proposta presso l’UFAM, dal quale dovranno giungere questa volta delle risposte chiare senza possibilità d’equivoci.

Riguardo alle modifiche effettuate nella zona nucleo, in particolare l’esclusione di tre capanne, senza aver informato i diretti interessati, ed aver di conseguenza inviato a Berna dei documenti in contraddizione fra di loro, la dice lunga su come e in che misura sono state ascoltate le società alpinistiche, mi riferisco in particolare alla conferenza stampa del 21 settembre 2009.

Un’ultima considerazione riguardo i confini della zona nucleo: se si osserva la cartina su www.parcadula.ch , il parco dovrebbe da subito cambiare nome in PARC GREINA; questo spostamento verso una regione molto conosciuta e frequentata (le tre capanne poste in zona registrano regolarmente già oggi, durante il periodo estivo, il tutto esaurito!) denota da parte del gruppo promotore una mancanza di coraggio nel voler promuovere altre regioni altrettanto interessanti dal profilo naturalistico e culturale, alla ricerca di un vero rilancio economico.
Gianni
inserito il: 12.11.2010 23:05
Cara Mara facendo regolarmente corsa d'orientamento ho imparato ad interpretare le carte topografiche. La tua suggestione è corretta. Le varie cartine riprodotte in internet differenziano fra loro sul perimetro della Zona nucleo (ZN) o Zona centrale (ZC).
Le cartine topografiche o schizzi riportati nei vari documenti sono datati e ci permettono di evidenziare alcune differenze. Ho analizzato unicamente le differenze in zona cima dell'Adula. Con una analisi più approfondita della documentazione potremmo evidenziare altre differenze; ma non è lo scopo dell'esercizio!
Il documento "Documento per la consultazione presso i Municipi dei potenziali comuni del Parco - maggio 2009" che, come dice il testo, è stato utilizzato per la consultazione pubblica, ci illustra una cartina al § 1.2 (data cartina 23 aprile 2009). La Zona nucleo scende dalla cima dell'Adula in direzione capanna UTOE. E' difficile evidenziare il limite esatto ma verosimilmente almeno fino alla fine della morena... per chi conosce la strada....Questa cartina è stata riportata anche da Marcello nel suo articolo apparso sul periodico della FAT.

I documenti prodotti nel 2010, dopo la consultazione citata precedentemente, riportano:
Piano di gestione - Documento principale dell'8 gennaio 2010, l'esemplare inoltrato all'Ufficio federale dell'ambiente riporta un altro perimetro della Zona centrale.

NdR: mi danno fastidio questi pasticci di definizione: o è zona nucleo o è zona centrale!!!! e non il primo caso; gli statuti sono pieni di incoerenze terminologiche!!!.

La cartina che trovate in internet, datata 10.05.2010, riporta lo stesso perimetro del documento inviato all'Ente federale. Il perimetro segue la cresta NNO e O dell'Adula. Ed è anche per questa modifica del limite che la scelta di non uscire dai sentieri "marcati" è ancora più assurda. Infatti, seguendo la via normale dalla capanna UTOE sarà permesso l'accesso fino a 100 m dalla cima e poi non essendoci dei sentieri "marcati" non si potrà raggiungere la vetta accedendo alla cresta. Unicamente una guardia della natura posta in pianta stabile all'ultima bocchetta potrà proibirmi d'arrivare in cima!

Con queste puntualizzazioni non posso che condividere le preoccupazioni di Mara. Facciamo attenzione sulla qualità del lavoro svolto dai signori dell'Associazione Parc Adula. Vi ricordo che è un'Associazioni finanziata in maggioranza con capitali pubblici (anche del mio Comune e del nostro Cantone)... e non sono briccioline... gli investimenti si aggirano attorno ai 5.5 mio di franchi. Dobbiamo pretendere un'informazione corretta e che le decisioni siano prese con la massima trasparenza.
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