Blenio Café
PARC ADULA
Cristian
inserito il: 23.2.2011 20:30
Va bene la democrazia, ma non è che il dire sempre quel che si pensa è cosa giusta, soprattutto se si parla senza cognizione di causa. È da tempo che aspetto l’occasione per esprimermi sul progetto Parc Adula, e oggi vorrei quindi dire la mia su alcuni punti. Premetto che non sono qualcuno di ciecamente favorevole al Parc Adula, ma mi inserisco in quella categoria di favorevoli con i due occhi (criticamente) ben aperti.

1) Per quel che concerne la presa di posizione di Cleto Ferrari, così come molti commenti che sono stati pubblicati recentemente su questo blog o sul mensile “Voce di Blenio”, credo che molte delle analisi fatte non si sposano per niente con la peculiarità di un parco d’importanza nazionale del tipo “Parco Nazionale”, che è il fatto di disporre di una zona centrale e di una zona periferica (maggiori dettagli sul sito dell’UFAM, all’indirizzo www.bafu.admin.ch/paerke/index.html?lang=it).
Troppo spesso si confondono le particolarità di queste due zone: la zona centrale è la cosiddetta zona di protezione integrale (e integrata) della natura, volta a proteggere i processi naturali e a impedire gli interventi umani che potrebbero danneggiarli. Si potrebbe quindi affermare che l’attuale Parco Nazionale dell’Engadina sia costituito interamente de zona nucleo, e che per questo non possa essere utilizzato a termine di paragone con i progetti attuali di parco nazionale.
Per la zona periferica, invece, valgono pressappoco le stesse disposizioni che per un parco di importanza nazionale del tipo “Parco Naturale Regionale”: deve essere uno spazio in cui la popolazione locale vive e svolge le proprie attività economiche; deve permettere la conservazione, la cura e la rivalorizzazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale; deve garantire la salvaguardia di uno spazio rurale armonico caratterizzato da un tipo di insediamento umano rispettoso del paesaggio e il sostegno di uno sviluppo socio-economico sostenibile; deve infine promuovere delle attività sostenibili nei settori del turismo, della mobilità, dell’energia, ecc. La sola particolarità di una zona periferica di un Parco Nazionale rispetto a un Parco Naturale Regionale è che essa deve fungere da cuscinetto ecologico per la zona centrale. Se si guarda la carta del progetto Parc Adula, la maggior parte delle regioni nelle quali già ora si svolgono delle attività economiche rientrano in quella che sarebbe la zona periferica del parco, quindi tutte le considerazioni di Cleto Ferrari a favore di un parco naturale regionale verrebbero a cadere. Riverrò più tardi sull’argomento delle attività economiche in zona centrale.

2) Riallacciandomi a quanto ho detto sopra e a quanto espresso da Fiordaliso, bisogna tener conto che in Svizzera ci sono attualmente già 3 Parchi Naturali Regionali e ben 14 candidati in questa categoria: nell’ambito della promozione economica e naturalistica della Valle di Blenio in quanto a Parco Naturale Regionale, bisognerebbe quindi confrontarsi (nel migliore dei casi), con altre 17 regioni. Come Parco Nazionale (inteso secondo la nuova denominazione dei parchi di importanza nazionale) saremmo invece probabilmente gli unici. Non sono un economista, ma penso che in termini di concorrenza ci sia una sostanziale differenza. Inoltre, non bisogna dimenticare l’importanza del nome “Parco Nazionale”, che è univoco e ben riconosciuto soprattutto per quella clientela che ci raggiungerebbe dal resto dell’Europa, dall’Asia (in Cina, ad esempio hanno ben 187 ! parchi nazionali) e dall’America del Nord.

3) Per quel che concerne le attività economiche o escursionistiche nella zona centrale, troppo spesso ci si è irrigiditi su delle posizioni “contro” ancora prima di aprire una via di dialogo con i promotori del parco. La nuova direzione del progetto è in funzione solo da poco più di un mese, quindi bisogna lasciare loro il tempo di ambientarsi e di definire le modalità e le tappe del lavoro da svolgere nei prossimi anni. Se si da un’occhiata alle schede di progetto in annesso al piano di gestione del parco (disponibili sul sito del progetto Parc Adula, sezione “documenti”; ecco il link per i più pigri: www.parcadula.ch/i_page_14_5.html), si più vedere come tanti temi che sembrano così controversi fanno l’oggetto di una o più schede di progetto (selvaggina, spostamenti, alpeggi, ricerca, gestione dei visitatori, ecc.); questi progetti dovranno essere svolti entro la votazione della Carta del Parco, quindi è inutile inalberarsi su posizioni acriticamente contrarie prima ancora di avere dialogato con i promotori del parco.
Io stesso, per quel che concerne le mie attività di ricerca in geomorfologia e glaciologia e per la ricerca di minerali, mi pongo il problema dell’accesso ad alcune aree della zona centrale o all’utilizzo di materiali che potrebbero disturbare la fauna, ma sono in ogni modo fiducioso, perché la nuova ordinanza sui parchi (OPar; RS 451.36) è nettamente meno costrittiva della Legge Federale sul parco nazionale svizzero nel cantone dei Grigioni (RS 454), anche se necessita ancora di qualche modifica e miglioramento per essere pienamente adottabile in una regione come la nostra.

4) Per riallacciarmi alla stretta attualità, in queste ore dovrebbe essere approvata dal Gran Consiglio la creazione del Comune di Serravalle. Secondo me sarebbe molto interessante per la Valle di Blenio riuscire a fare confluire tutto il perimetro del comune nel territorio del Parc Adula (si tratterebbe essenzialmente di zona periferica, esclusa una piccola parte della Val Malvaglia): questo permetterebbe veramente di fare una promozione unica come “Valle di Blenio” all’interno del perimetro del Parco, e permetterebbe di federare vari progetti interamente bleniesi con una struttura che ci consentirebbe di avere una notevole visibilità a livello nazionale e internazionale.

5) Penso infine che anche la direzione del progetto Parc Adula potrebbe (e dovrebbe) fare di più per la comunicazione con la popolazione interessata, cosa che permetterebbe magari di fare chiarezza su alcuni punti e di evitare magari qualche controversia. Perché quindi, non istituire una rivista informativa (stile “il parco informa” o “voci dall’Adula” o quant’altro) o semplicemente una rubrica su internet o su uno dei nostri mensili, per informare delle attività svolte e dell’avanzamento del progetto?

Mi scuso per essere andato “un po’ lungo” (in famiglia dicono che le cotolette sono la mia specialità).
Tanti saluti,
Cristian
Fiodaliso
inserito il: 24.2.2011 7:04
Caro Giancarlo,

“appunto, la democrazia” … certamente posso chiarire cosa intedo con la frase riportata sotto, e mi scuso per le parole stringate ma ogni tanto – come Gina – uno sente il bisogno di sfogarsi.

Sia chiaro: il Signor Ferrari è libero di dire quello che vuole, così come io sono libero di scrivere che quello che dice non è credibile. E spiego anche il perchè.

Come eloquentemente articolato da Christian l’esposizione del Signor Ferrari non sta in piedi. Si cerca di far passare il concetto che per la Valle di Blenio un parco regionale sia meglio che un parco nazionale. Ma non è vero: “regionale” significa semplicemente una cosa in meno.

Per il fondovalle, i paesi e la gran parte del territorio del parco (devo verificare i numeri ma credo di aver letto 4/5 dell’intera superficie) è esattamente la stessa cosa. Per la ridotta “zona nucleo” (lassù sull’altopiano della Greina per intenderci) entreranno in vigore delle regolamentazioni atte a preservare e limitare l’impatto sulla fauna e sulla flora (quelle regole che qualsiasi buon escursionista dovrebbe già osservare quando va in montagna).

Parliamoci chiaro – non sento nessuno che vuole che sulla Greina o sul ghiacciao dell’Adula si organizzino i mondiali di calcio o quelli del volo con gli acquiloni.

Visto poi che i promotori del progetto dicono apertamente che si siederanno con la popolazione per discutere quali deroghe includere nella Charta del parco (deroghe alle regole da applicarsi alla zona nucleo: alpeggi, attività capanne, uso sentieri, attività ricreative o sportive, etc … mi sembrerebbe il caso di almeno ascoltare, o meglio, offrire il proprio contributo al tavolo delle discussioni.

Il Signor Ferrari pretende invece di farci babbei con la storia che i nostri amici confederati hanno tutti optato per un parco regionale dimostrando un quoziente d’intelligenza superiore al nostro. Gli basterebbe una telefonata per scoprire che di la del Gottardo fanno i parchi regionali semplicemente perchè non hanno i numeri per fare un parco nazionale … un semplice fatto demografico e di distribuzione degli abitanti sul terrirorio … la ragione per cui non propongono un parco nazionale è perchè non hanno il territorio per farlo – noi invece siamo gli unici a poterlo fare.

Per le ragioni esposte qui sopra, caro Giancarlo, al Signor Ferrari io non credo … “una mia scelta” dirai … appunto, la democrazia.

… e sempre a titolo personale: mi puzza (letto gli argomenti usati) che il suo intervento non sia altro che un escamotage – un trucco – per sabotare il progetto.

In undici anni (tanto è passato dall’inzio di questo progetto) di sforzi per creare un parco regionale ne ho visti pochi. Questo mi fa pensare che al Signor Ferrari, di parchi regionali non ne frega proprio niente, a lui interessa che non si arrivi neanche a votare su questo parco nazionale … decidendo lui per tutti … “appunto, la democrazia”.

Meritiamo di meglio.
Giancarlo
inserito il: 24.2.2011 15:01
Grazie Fiordaliso.
Non rispondo perché non conosco sufficientemente il problema.
Sono comunque contento di aver sollecitato la continuazione del dibattito.
Saluti!
PARC ADULA
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