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Blenio Café
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VOLTAGGIO TROPPO ELEVATO
IN VALLE?
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Giancarlo
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inserito il: 18.10.2008 0:47 |
Penso verrà pubblicato prossimamente almeno su un quotidiano: Perchè lampade 240 V e 250 V Mi riferisco al mio articolo dell'8 ottobre 2008 "Risparmiare energia con le lampadine" apparso sul Corriere del Ticino. A scanso di malintesi vorrei precisare che la tensione della rete SES in certe zone, a Biasca e in Valle di Blenio, a dipendenza del carico presente sulla rete e dalla distanza dell'allacciamento rispetto alla cabina di trasformazione, pur essendo elevata (da ca. 240 V a ca. 246 V e saltuariamente anche 250 V) rientra nei limiti fissati dalla norma EN50160, valore nominale: 230 V +/- 10% (ovvero da 207 V a 253 V). Da informazioni assunte il problema non è specifico a Biasca e alla Valle di Blenio ma generale, pertanto interessa tutti i distributori di energia elettrica. La norma sopraccitata dev'essere considerata anche dai fabbricanti di apparecchi elettrici sui quali però è indicata unicamente la tensione nominale e non i limiti massimi e minimi della stessa compatibili con un funzionamento corretto. È risaputo che una delle cause principali che influenzano la durata delle lampade è lo scostamento del valore nominale della tensione. Anche spegnimenti e accensioni frequenti ne riducono sensibilmente la durata. Per esempio, se la tensione della rete è costante 230 V, ciò che non è mai il caso, una lampada a incandescenza 230 V 100 W avrà una durata media di ca. 1000 ore, mentre se la tensione della rete è 245 V la medesima lampada assorbirà 110 W, ossia il 10% in più e, se non si guasterà dopo sole tre o quattro accensioni, durerà al massimo alcune ore. Detto questo mi sembra evidente che i distributori di energia elettrica dovrebbero consigliare, rispettivamente intervenire per facilitare l’acquisto ai loro utenti di lampade con tensione nominale di 240 V, e se del caso anche 250 V, attualmente difficilmente reperibili sul mercato. Rinnovo pertanto il mio consiglio alla Migros, alla Coop e ai Grandi magazzini: A Biasca e in Valle di Blenio, e in generale dove la tensione è elevata, nei vostri negozi tenete anche lampade 240 V e 250 V. Venderete meno lampade ma in compenso, oltre a far risparmiare denaro ai vostri clienti che siamo noi tutti, contribuirete sicuramente a ridurre gli sprechi per la gioia degli ecologisti che siamo sempre noi tutti. Giancarlo Beltrami, Biasca
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Giancarlo
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inserito il: 2.11.2008 15:14 |
Energyday, svitare avvitare è tutto lavorare. Mi riferisco a SPECIALE ENERGIA, supplemento all'ENERGYDAY di sabato 25 ottobre 2008 in collaborazione con SVIZZERA ENERGIA, distribuito con il Caffè di domenica 19 ottobre 2008. A parte diverse informazioni inveritiere ed esempi sbagliati, che creano unicamente grande confusione, sui quali per non dilungarmi troppo preferisco sorvolare, mi infastidisce, mi è incomprensibile e mi delude il fatto, grave, che anche a questi livelli (l'esempio vien dall'alto), si continui a confondere la potenza con l'energia, i kilowatt (kW) con i kilowattora (kWh) e non si conoscano neanche le relative unità. Ecco cosa bisogna sapere per risparmiare energia sostituendo le comuni lampade a incandescenza con quelle a risparmio energetico. Sulla confezione delle lampade è sempre indicata la tensione in volt (V) la potenza in watt (W) e il flusso luminoso in lumen (lm). Presumo che i più sappiano cosa sia la tensione e la potenza, mentre pochi sapranno cos'è il flusso luminoso che è la potenza luminosa complessiva (quantità di energia luminosa emessa nell’unità di tempo), irradiata in tutte le direzioni da una lampada che, come già detto, si esprime in lumen (lm). È chiaro che, senza nessun accorgimento, riflettore o altro, solo una parte del flusso luminoso colpisce la superficie che deve essere illuminata. L’illuminamento è il rapporto tra il flusso luminoso (lm) che colpisce questa superficie e l’area (m2) di questa. Si esprime in lux (lx). 1 lx = 1 lm/m2. L’illuminamento è la grandezza più usata nell’illuminotecnica e si misura con il luxometro. Con essa si definiscono i valori necessari per i diversi ambienti o attività. Ammettiamo ora, per esempio, che vogliate sostituire la lampada a incandescenza normale 100 W, 230 V , 1380 lm, che ha un flusso luminoso abbastanza uniforme, del lampadario sopra il tavolo della sala da pranzo a un'altezza di 110 cm, o di un posto di lavoro, con una lampada fluorescente compatta a tre tubi 26 W, 220-240V, 1800 lm. La lampada a incandescenza considerata ha un coefficiente di efficienza luminosa di 1380 lm / 100 W = 13.8 lm/W mentre la lampada fluorescente compatta a tre tubi un coefficiente di efficienza luminosa di 1800 lm / 26 W = 69,2 lm/W, quindi 5 volte superiore. La lampada fluorescente compatta 1800 lm dovrebbe pertanto generare un illuminamento superiore a quello della lampada a incandescenza normale 1380 lm. Se misurate con il luxometro (luxometro sul tavolo sulla verticale calata dal centro della lampada, a 110 cm dello stesso, avrete invece il seguente illuminamento: -Lampada a incandescenza normale 144 lx -Lampada fluorescente compatta a tre tubi 46 lx, quindi ca. 3 volte meno per il fatto che la lampada a incandescenza ha un flusso luminoso abbastanza uniforme mentre non è il caso per quella compatta a tre tubi. In altre parole, quello che leggevate prima vi sarà illeggibile. Con questo non dico di non sostituire le lampade a incandescenza con quelle a risparmio energetico ma di prendere tutti i provvedimenti atti ad ottenere almeno l’illuminamento precedente, altrimenti svitare, avvitare, svitare e riavvitare.
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Giancarlo
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inserito il: 14.1.2010 19:06 |
Trasmesso ai quotidiani: Annaffiatoi e sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle a risparmio energetico. Premetto che non sono uno specialista e non ho frequentato l'ASP, tuttavia ho concluso un mio precedente articolo con il consiglio di sostituire, nell'uso domestico, le lampadine a incandescenza con quelle a risparmio energetico, ma di prendere tutti i provvedimenti atti ad ottenere almeno l’illuminamento precedente, consiglio che tanti miei amici non hanno capito. Per questo insisto: Sulla confezione delle lampadine, oltre ai soliti dati, V, W, è indicato il flusso luminoso in lumen (lm) che è la potenza luminosa complessiva (quantità di energia luminosa emessa dalla lampadina nell’unità di tempo), irradiata in tutte le direzioni, ma che non è uniforme e dipende dal tipo di lampadina. È chiaro che, senza nessun accorgimento, diverso orientamento della lampadina, riflettore o altro, solo una parte del flusso luminoso colpisce la superficie che si vuol illuminare. L’illuminamento è il rapporto tra il flusso luminoso (lm) che colpisce questa superficie e l’area (m2) di questa. Si esprime in lux (lx). 1 lx = 1 lm/m2. L’illuminamento è la grandezza più usata nell’illuminotecnica e si misura con il luxometro. Con essa si definiscono i valori necessari per i diversi ambienti o attività. Per esempio, per leggere, l'illuminamento minimo indispensabile è di ca. 150 lx. Ammettiamo ora di sostituire la lampadina a incandescenza 100 W, che ha un flusso luminoso abbastanza uniforme di 1380 lm, del lampadario sopra il tavolo della sala da pranzo, con una lampadina a risparmio energetico. È chiaro che per avere il medesimo illuminamento, in linea di massima, scegliamo una lampadina a risparmio energetico con almeno un flusso luminoso di 1380 lm, per esempio una di 23 W che ha 1500 lm. La sorpresa è che, sostituita la lampadina, non riusciamo più a leggere il giornale, vale a dire che l'illuminamento è inferiore a quello di prima. Questo si spiega meglio immaginando un annaffiatoio al posto della lampadina e un recipiente al posto del tavolo. È chiaro che cambiando l'orientamento dell'annaffiatoio e/o della forma della bocchetta traforata, si influenza in modo determinante la quantità di acqua che cade nel recipiente. Questo ragionamento vale anche per la lampadina. Io, senza altri accorgimenti, ho solo sostituito una lampadina a incandescenza di 100 W, 1360 lm, con una fuorescente compatta a tre tubi di 26 W, 1800 lm, l'illuminamento si è ridotto a ca.1/3, da 144 lx a 46 lux, quindi impossibile leggere il giornale. Svitare, avvitare, svitare e riavvitare! Ciao, Giancarlo
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Giancarlo
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inserito il: 26.1.2010 23:59 |
A proposito di risparmio illuminazione abitazioni esistenti Lunedì 25.1.10, in risposta al mio articolo "Risparmio illumimazione abitazioni esistenti", apparso sul GdP del 19.1.10 e anche sul Mattino di ieri domenica 24.1.10, ho ricevuto una lettera anonima, spedita il 20.1.10 da Lugano, che dice: "ficcatela nel c... (non ho dubbi, la lampadina, ma quale mi chiedo, quella a incandescenza o l'altra?); forse vedrai meglio, oppure cambia gli occhiali!" Il primo consiglio l'avrei anche seguito se avessi avuto la certezza di veder meglio, il secondo l'ho subito scartato perchè assolutamente inutile: in effetti non è cambiando gli occhiali che si aumentano i lux. Il mio articolo terminava così: "Convinto che il problema non è solo mio, per tutti chiedo agli specialisti, e ce ne sono tanti (Confedezazione, Cantoni, Comuni, Aziende elettriche, Scuole di tutti i livelli, Grandi magazzini, ambientalisti, ecologisti, ecc.), cosa devo fare". Chiudo rinnovando la stessa domanda, sperando in una risposta, che ritengo doverosa, alla Confederazione, Cantoni, Comuni, Aziende elettriche, Scuole di tutti i livelli, Grandi magazzini e anche agli ambientalisti e ecologisti, tuttavia quelli veri. Cosa dicono i Bleniesi? Giancarlo Beltrami, Biasca
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erika
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inserito il: 27.1.2010 4:45 |
Anche a me piacerebbe tanto sapere che tipo di lampadine acquistare per vedere bene, senza consumare energia inutile ("carissima"SES!!!), rispettando l'ambiente, ecc. ecc., quindi ha fatto bene il signor Giancarlo a rivolgersi a chi di competenza anche tramite la stampa. Sapere esattamente cosa si deve acquistare, specialmente per i profani in materia (come la sottoscritta), è importante. Quanto alla lettera anonima che ha ricevuto il signor Giancarlo: no comment, nel senso che non merita commento. Chissà se l'"anonimo" saprebbe dare qualche consiglio un po' meno... complicato? Saluti il signor Giancarlo e tutti i lettori Erika
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Giancarlo
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inserito il: 27.1.2010 18:31 |
Rispondo a Erica per tutti. Non se la prenda con la SES che in questo caso non c’entra. Sostituendo le lampadine a incandescenza con quelle a risparmio energetico, a parità di lumen emessi in tutte le direzioni ma non uniformemente a dipendenza del tipo di lampadina scelto, la potenza e quindi il consumo si riduce sicuramente a 1/4-1/5. Il problema è che non tutti i lumen emessi arrivano sul giornale che si vuol leggere, pertanto, oltre a scegliere correttamente la lampadina, bisognerà valutare se cambiarne l’orientamento, montare un riflettore, sostituire il lampadario, ecc., questo per far si che buona parte dei lumen emessi arrivi sul giornale. In effetti per poter leggere correttamente il giornale è indispensabile che i lumen/m2, che si chiamano lux, siano almeno 150. Fine della rottura! Saluti, Giancarlo
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