Blenio Café
Il Brenno
daniele
inserito il: 31.7.2009 16:00
Probabilità.

Stanno svuotando diverse briglie dei riali laterali dal materiale depositato.
Nei giorni di svuotamento l'acqua è color del caffé e resta leggermente torbida anche il giorno seguente la movimentazione di materiale.
Giancarlo
inserito il: 31.7.2009 17:00
Grazie Daniele.
L'asportazione del materiale trattenuto dalle briglie spiega la torbidezza dell'acqua ma non l'aumento della portata.
daniele
inserito il: 31.7.2009 21:03
"lasciti..." delle dighe, degli esuberi delle varie prese d'acqua, forti precipitazioni zonali, e/o forti riscaldamenti diurni che fanno colare gli ultimi rimasugli di neve in alta quota??
Giancarlo
inserito il: 31.7.2009 21:42
Daniele, guardi il grafico (procedimento come a mio intervento del 6.6.09).
Oggi, anche se piove leggermente, dalle 06:00 alle 14:00 la portata del Brenno è diminuita gradualmente da 8 a 5 m3/s, quindi escluderei almeno lo scioglimento degli ultimi rimasugli di neve in alta quota.
Giancarlo
inserito il: 2.8.2009 3:08
Ho appena inviato ai quotidiani il seguente articolo:
"Biasca, il Brenno, la pulce, l'elefante e l'incoerenza totale"
Mi riferisco all'articolo pubblicato il 6 luglio 2009 su LaRegione "A Biasca si distrugge un'area di svago".
In sintesi le mie osservazioni:
Quest'area di svago pubblica (la pulce), costruita da un privato senza la relativa autorizzazione con domanda di costruzione a posteriori, a parer non solo mio molto bella, rustica, comprendente pergolato con pali in sasso, tavolo e panchine pure in sasso, grill, passerella in legno, accesso (via di fuga) e, a lato della strada sopra all'argine, fontanella poco energivora contrariamente a molte altre comunali, monolitica anche in sasso, non rappresenta nessun pericolo (la sicurezza totale in questo mondo non esiste!) e pertanto non deve essere assolutamente demolita.
Al limite si poteva infliggere unicamente una multa simbolica al Signor Giorgio Maggetti, che è pur sempre il promotore di questa bella iniziativa alla quale hanno collaborato gratuitamente alcune ditte e privati cittadini (ringraziamenti a tutti!).
Mal comprendo la bozza di decisione e specialmente la motivazione del Municipio di Biasca di ordinare l'eliminazione totale dell'area di svago sul mappale 2077 RFD Biasca, in zona "al Ramon", di proprietà del Cantone, inoltrata al Dipartimento del territorio il 7 novembre 2008.
In effetti se il Municipio si fosse dimostrato più sensibile a questa bella iniziativa, molto apprezzata dalla popolazione locale e, come già detto prima, che non mette assolutamente in pericolo l'incolumità degli avventori, anzi, in caso di piena ne faciliterebbe la fuga, anche il Dipartimento del territorio, su preavviso dell''Ufficio della natura e del paesaggio, di quello dei Corsi d'acqua e di quello della Caccia e pesca, forse non avrebbe dato parere negativo che tuttavia anche non comprendo.
A confronto, il parco giuochi in sponda destra, a monte del Vecchio Ponte di Biasca, pur non essendo pericoloso lo è sicuramente di più di quello in questione.
Se consideriamo inoltre il Brenno, che a partire dalla Leggiuna fino alla confluenza con il Ticino è difficilmente accessibile, per non dire inaccessibile, quindi non ha neanche vie di fuga, e che i problemi relativi a questo fiume sono ben altri (elefante, o meglio elefanti), vedi mio recente articolo "Il Brenno non fa paura?" al quale, se necessario, ne farò seguire un altro più dettagliato, l'incoerenza di questa decisione è totale.
Spero che il Signor Maggetti non ottemperi all'ordine di demolizione dell'area di svago entro il 24 agosto 2009.
In questo caso sarà interessante vedere chi del Comune si assumerà la responsabilità di impartire quest'ordine, comunque sbagliato, e chi, coraggioso, eseguirà materialmente il lavoro le cui spese, garantite da ipoteca legale, verrebbero poi fatturate al Signor Maggetti.
A proposito di ordini sbagliati, un mio amico, durante uno degli ultimi corsi di ripetizione della Landwehr, si è rifiutato di saltare da un'altezza di tre metri tenendo sopra la testa il fucile d'assalto.
Risutato: il milite che lo seguiva ha si eseguito l'ordine ma si è rotto un piede, esercitazione sospesa!
Mi auguro che il Municipio riveda la sua posizione, una petizione sottoscritta da numerosi cittadini e un servizio televisivo faciliterebbero questo ripensamento.
A proposito, come la mettiamo con i precedenti?
Giancarlo Beltrami, Biasca
Giancarlo
inserito il: 14.8.2009 22:01
È stata lanciata una petizione.
Spero sempre in qualche intervento
Giancarlo
inserito il: 19.8.2009 17:21
Un vero successo la petizione!
In soli 8 giorni è stata sottoscritta da ben 561 cittadini.
Moderatrici
inserito il: 19.8.2009 21:13
Cari utenti interessati a questa tematica,

vi segnaliamo sul tema un articolo a firma Alda Fogliani apparso sull'edizione di ieri, 18 agosto, del "Corriere del Ticino" a pagina 15.

Buona lettura e buona giornata

Le Moderatrici
Gina
inserito il: 27.8.2009 18:24
Rompo questo silenzio estivo riprendendo il tema del Brenno, ma del Brenno in Alta Valle, in quanto qui ho la situazione sotto occhio.

A mio parere, il plusvalore turistico che il Brenno potrebbe dare alla nostra regione è troppo poco riconosciuto dalle autorità, dall’Ente del turismo e anche dalla popolazione. Si parla di piscine, aperte e coperte, di terme, e si conclude sempre con un sospiro: mah, mancano i soldi. Non potremmo mai averla. Invece il fiume Brenno c’è, e in tanti posti offrirebbe dei posti di svago e di riposo, per le famiglie in Valle e per i turisti, che sono - quelli che vengono da noi - come ha detto Edgardo Mannhart in un’intervista (cito da memoria) “persone semplici, che cercano la tranquillità e il contatto con la natura” e che quindi non hanno grandi pretese, se non quella, appunto, di trovare un pezzo di natura incontaminata e pace.

Quest’estate non sono andata via in vacanza, invece sono rimasta qui, e diverse volte sono andata al fiume, per prendere il sole, godermi l’acqua fresca e cristallina, lo spettacolo naturale tra roccia, sassi e l’acqua che scorre. Bellissimo, splendido. Qui a Olivone c’è un posticino (dietro la discarica) dove il fiume forma un bel pozzo ed è facilmente raggiungibile a piedi per chi sta in paese. Qualcuno ha creato un piccola diga, a volte ho trovato delle vere opere d’arte, fatte con sassi, ancora più belli in quanto effimeri.

L’unico neo: la discarica. O meglio: l’accesso al fiume, che parte o dalla Piazza d’Armi, lungo la zona industriale e la discarica, oppure, per chi conosce un po’ meglio la zona, da Marzano, lungo un bel sentiero nel bosco. Essendo vicina la discarica, purtroppo, ancora oggi, ci si trovano rifiuti sparsi un po’ovunque, anche nel bosco. Saranno portate dal vento, buttate lì da persone incuranti, o rimasugli di vecchi tempi, quando buttare la plastica, frigoriferi, pezzi d’auto e quant’altro nei boschi era ancora di più “courant normale”. Veramente non è un bel biglietto da visita per la nostra regione.

Un possibile rimedio sarebbe quello di organizzare delle “giornate ecologiche”, in primavera, durante i quali autorità e popolazione si dedicano alla pulizia di alcune tratte del fiume e del bosco, con lo scopo di renderli più presentabili, ma anche di rendere tutti quanti più attenti al problema dei rifiuti.

Cosa ne pensate voi, lettori e lettrici?
alfiero
inserito il: 28.8.2009 15:00
Salve Gina,
giusto, bello e anche gratuito. Ma siamo in conflitto con le autorità. Loro vedono il pericolo dei forti e repentini aumenti delle masse d'acqua.
L'ex comune di Aquila aveva diramato una raccomandata ai proprietari - io fra i quali - che mettono a disposizione il terreno per gli attendamenti dei Lupetti per declinare la responsabilità del comune in caso di incidenti, come dicono i cartelli posti lungo il fiume.
Servirebbe poterne sapere di più.

buona giornata
Il Brenno
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